Con l’obiettivo di constatare la flessione dell’inflazione, il Presidente della Bce Mario Draghi ha lanciato un nuovo piano di Quantitative Easing che prevede l’acquisto di titoli di Stato per 20 miliardi al mese a partire da novembre e “fino a quando sarà necessario”. Allo stesso tempo, la Banca centrale ha deciso di tagliare di 10 punti percentuali i tassi di interesse dei depositi (Ft). L’annuncio di Draghi ha provocato una flessione dei tassi di interesse sui titoli di stato. In particolare, i Btp italiani hanno registrato un calo di 20 punti percentuali. Lo spread con i bund tedeschi è sceso sotto quota 140 punti (Il Sole 24 Ore).

“La Bce sta tentando di svalutare l’Euro contro il dollaro, danneggiando l’export Usa. E la Fed sta a guardare”, ha dichiarato Donald Trump esortando la Federal Reserve a tagliare i tassi di interesse (Cnbc). Ma c’è anche chi dice no in Europa. Secondo le indiscrezioni raccolte da Bloomberg, i governatori delle banche centrali di Francia, Germania e Olanda, appoggiati da Austria ed Estonia, si sarebbero duramente opposti alla ripresa immediata del Quantitative Easing. Nel mese di agosto, in Germania i prezzi al consumo sono diminuiti dello 0,1% rispetto al mese precedente (Reuters). In Francia invece, l’inflazione è cresciuta dello 0,5%.

E negli Usa? Per il terzo mese consecutivo, l’indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,3% (Reuters). Intanto i consulenti commerciali statunitensi stanno discutendo della possibilità di sottoscrivere un accordo commerciale provvisorio con la Cina: Washington sarebbe disposta a ridimensionerebbe alcuni dazi in cambio di un impegno di Pechino in merito al rispetto della proprietà intellettuale e all’acquisto di prodotti agricoli (Bloomberg).

com.unica, 13 settembre 2019

Share This: