Pensai alla vita, alla mia vita, ai disagi, alle piccole coincidenze, all’ombra delle sveglie sui comodini.

Sono numerose le opere letterarie e cinematografiche che hanno preso ispirazione dalla tragedia dell’attentato alle torri gemelle di New York dell’11 settembre 2001.

Molto forte, incredibilmente vicino di Jonathan Safran Foer, pubblicato in Italia da Guanda, è senz’altro uno dei romanzi che forse più di ogni altro ha saputo condurci in profondità nell’angoscia legata a quel tragico evento, in quel senso di perdita e di vuoto lasciato dalla scomparsa delle persone più care. Il libro, da cui è stato tratto un film dal titolo omonimo, diretto da Stephen Daldry (con i premi Oscar Sandra Bullock e Tom Hanks) narra la vicenda di un ragazzino vivace e fantasioso di undici anni travolto dal dolore incolmabile per la perdita del padre in quell’attentato.

Una storia davvero eccezionale e commovente che prende l’avvio dal messaggio rassicurante che il ragazzino riceve in quell’11 settembre 2001 dal padre sul cellulare: “C’è qualche problema qui nelle Torri Gemelle, ma è tutto sotto controllo”. Tra gli oggetti del padre scomparso il ragazzo trova una busta col nome Black e una chiave: a questi due elementi si aggrappa nel tentativo di riallacciare il rapporto troncato e per compensare un vuoto affettivo che neppure la madre riesce a placare.

Inizia così un viaggio nella città alla ricerca del misterioso signor Black. Oskar (questo il nome del ragazzo) intende bussare alla porta di tutti i Mr Black della città: sarà un percorso ricco di incontri che lo porterà a dare finalmente risposta all’enigmatico ritrovamento e ai propri dubbi. Il viaggio non gli riporterà in vita chi se n’è andato per sempre ma gli offrirà altri doni inaspettati: sarà soprattutto l’incontro col nonno paterno tedesco a fargli ritrovare un mondo di affetti e a riaprirlo alla vita, anche attraverso il passato dell’Europa devastata dalla seconda guerra mondiale.

(Sebastiano Catte, com.unica/11 settembre 2019)

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