Al termine delle consultazioni con il presidente incaricato Giuseppe Conte, Luigi Di Maio ha lanciato un ultimatum sul programma del governo Pd-M5S: “Si ai nostri punti programmatici o si va al voto”, ha dichiarato, aggiungendo che “non ha senso contestare la ratio dei due decreti sicurezza” (Corriere). Dopo, l’ex vicepremier ha fatto un passo indietro: “Nessun ultimatum, è che siamo stanchi di sentir parlare di poltrone” (Repubblica). Il gioco al rialzo spacca i 5 Stelle, scrive Huffpost. “Così non la reggiamo Luigi”, gli hanno ripetuto tutti i più scettici all’alleanza con i nemici più invisi. “Devi alzare la posta”. Un fuoco di fila che ha visto uniti esponenti dal peso specifico considerevole nel suo partito, da Alessandro Di Battista a Paola Taverna, passando per lo stesso Davide Casaleggio. Secondo Repubblica, il presidente della Camera Roberto Fico sarebbe intervenuto per bloccare una nota dei parlamentari 5 Stelle, pronti a sconfessare la posizione di Di Maio. 

La reazione dem. Nicola Zingaretti, in risposta, ha annullato un vertice con Luigi Di Maio, previsto nel pomeriggio di ieri (Agi). Oggi alle 9.30 è previsto un nuovo incontro a Palazzo Chigi. Un matrimonio, per quanto palesemente non baciato dall’amore, si riesce comunque a celebrare a patto di non pretendere di trasformare un embrione di unione in una sudditanza imposta dal più forte (numericamente) sul più debole – scrive oggi il direttore di Repubblica Carlo Verdelli. Vanno rispettati, come base, almeno i principi su cui si basano le rispettive identità. Quale sia quella dei 5Stelle, sarebbe interessante capirlo meglio, anche alla luce di quella esibita nostalgia per il connubio con la Lega che sembra pervadere i primi passi del dopo strappo. Per come è cominciata la trattativa, qualche dubbio sugli immediati sviluppi si rafforza, ma sarebbe bene dissolverlo prima che sia troppo tardi.

Matteo Salvini e Giorgia Meloni non hanno partecipato agli incontri delle rispettive delegazioni con il premier incaricato Giuseppe Conte (Skytg24). Intanto, la Lega ha deciso di non lasciare le presidenze delle commissioni parlamentari (Repubblica).  “Salvini ha consegnato il Paese alla sinistra”, ha dichiarato Silvio Berlusconi al termine dell’incontro tra Conte e il gruppo parlamentare di Forza Italia (Il Messaggero).

Chi sale e chi scende nei sondaggi. La Lega perde oltre quattro punti, passando dal 36% dei consensi di luglio all’attuale 31,8%, mentre i pentastellati risalgono dal 17,4% al 24,2%, rileva il sondaggio di Nando Pagnoncelli sul Corriere. 

com.unica, 31 agosto 2019

Share This: