Il vertice di quattro ore, che si è svolto ieri dalle 21 all’una di notte tra il segretario dem Nicola Zingaretti, il leader 5 Stelle Luigi Di Maio, il premier dimissionario Giuseppe Conte e il vicesegretario Pd Andrea Orlando è stato inconcludente. Se i due partiti hanno trovato l’accordo sull’ipotesi di un secondo mandato di Conte, Zingaretti ha rifiutato le richieste sui ministeri avanzate dal Movimento e l’ipotesi di definire il programma dopo che Sergio Mattarella avrà assegnato l’incarico (Repubblica). Oggi alle 11 è previsto un nuovo incontro. Alle 18 è convocata, invece, la direzione del Pd. Una trattativa all’insegna di cautele e sospetti scrive oggi al riguardo il Corriere. Il vero vincitore, scrive La Stampa, è Matteo Renzi che ha imposto la sua visione e ora ha una scusa plausibile per provocare una nuova scissione nel partito.

Il Pd vuole un solo vicepremier, che potrebbe essere Orlando o Dario Franceschini, mentre Di Maio vorrebbe mantenere il proprio ruolo e sostituire l’ex alleato Matteo Salvini al ministero dell’Interno. Al Viminale, così come al ministero dell’Economia, punta però il Pd, che vuole “discontinuità”. Zingaretti, infine, afferma di voler stare fuori dal governo (Corriere). L’eventuale intesa potrebbe essere sottoposta al voto della piattaforma Rousseau, ma i tempi sono stretti (Il Sole 24 Ore). L’errore nella trattativa è concentrasi sui nomi invece che sul programma, scrive Stefano Folli (Repubblica).

Oggi pomeriggio inizia il secondo giro di consultazioni al Quirinale. Secondo il calendario stilato dal presidente della Repubblica, alle 16 saliranno al Colle i presidenti di Senato e Camera e i gruppi misti. Domani tutti gli altri con il Pd previsto alle 16, la Lega alle 18 e infine il M5S alle 19.

Matteo Salvini è andato subito all’attacco sostenendo che l’accordo M5S-PD è “un ribaltone in realtà pronto da mesi” e ribadendo che l’unica soluzione della crisi è il ritorno al voto. Giorgia Meloni ha già annunciato di essere disposta a scendere in piazza contro la nuova maggioranza (Adnkronos).

L’Italia chiederà un rinvio dell’indicazione del proprio candidato a Commissario europeo, scelta che doveva essere fatta entro ieri (Adnkronos).

com.unica, 27 agosto 2019

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