Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha concluso le consultazioni e ha deciso di concedere qualche giorno per verificare la possibilità di costruire una nuova maggioranza. Per il Capo dello Stato la crisi va risolta in tempi brevi. Martedì svolgerà nuove consultazioni. Senza un accordo si andrà a elezioni (Ansa). Sono possibili solo governi che ottengono la fiducia del Parlamento con accordi dei gruppi su un programma per governare il Paese, in mancanza di queste condizioni la strada è quella delle elezioni” – spiega Mattarella, che poi aggiunge:  “Il ricorso agli elettori è necessario se il parlamento non è in grado di esprimere una maggioranza di governo. Mi è comunicato che sono state avviate iniziative tra partiti. Ho il dovere di richiedere decisioni sollecite”.

La trattativa tra M5s e Pd per tentare di formare un nuovo governo è nel vivo. L’assemblea congiunta dei gruppi parlamentari del M5S ha affidato a Luigi Di Maio il mandato di dialogare con il Pd. La base del confronto sono i 10 punti presentati al Quirinale dal M5S e i 5 approvati dalla direzione dei Democratici. Per Nicola Zingaretti è emerso “un quadro su cui si può sicuramente a lavorare” (Agi). Le delegazioni dei due partiti si incontreranno oggi pomeriggio. Per i 5 Stelle il punto di partenza del confronto sarà il taglio del numero dei parlamentari, considerato, – è questo il ragionamento che ha fatto Di Maio con i suoi – presupposto per il prosieguo della legislatura. La stragrande maggioranza dei parlamentari M5s vuole la nascita di un nuovo governo e vede il Pd come unica alternativa al voto: questo è stato il ‘sentiment’ segnalato in giornata. Intervistato dal Corriere il leader dei 5 Stelle, Luigi Di Maio, afferma di non essere alla ricerca di poltrone. In realtà, scrive l’HuffPost, Di Maio aspira alla premiership ma prima deve risolvere il nodo Giuseppe Conte. Nel frattempo, anche per le divisioni interne al Pd, rimane aperto un canale di possibile dialogo con la Lega.  

I Democratici arrivano divisi alla trattativa con il M5S. Secondo alcune ricostruzioni Zingaretti avrebbe presentato a Mattarella, oltre ai 5 punti approvati dalla direzione, tre condizioni irrinunciabili per avviare il confronto: cancellazione dei due decreti sicurezza, accordo preventivo sulle misure da inserire nella manovra, no al taglio dei parlamentari. La notizia ha mandato su tutte le furie i renziani che hanno accusato il segretario di voler far saltare la trattativa. Posizioni diverse, tra Matteo Renzi e Zingaretti, anche sul nome del possibile premier (HuffPost). Nel frattempo è già iniziato il totonomi. Per il Corriere il premier di un possibile governo giallorosso potrebbe essere l’economista, Enrico Giovannini. Ma si fa anche il nome del giudice della Corte Costituzionale, Marta Cartabia (Skytg24).

E Salvini? Al Quirinale Matteo Salvini ha ribadito che “la via maestra per la Lega è il voto”. Ciò nonostante ha lanciato un ultimo appello a Di Maio: “Se i ‘no’ diventano ‘sì’ non porto rancore, noi siamo pronti a ripartire”. Secondo Repubblica il leader della Lega avrebbe offerto a Di Maio il ruolo di premier. “Io ci voglio provare, fino all’ultimo”, ha spiegato ai suoi il segretario della Lega, che ha recapitato la proposta al capo del Movimento nelle ultime ore, a cavallo delle consultazioni al Quirinale. Soluzione ad ultima spiaggia, a conferma del fatto che il governo Pd-M5S che invece sembra stagliarsi all’orizzonte è fonte di disperazione al quartier generale salviniano. I sondaggi raccontano di un crollo dei consensi dal 38 del post Europee al 31 per cento, con trend in picchiata. Da qui il tentativo estremo di convincere l’ex alleato a boicottare l’accordo al quale invece dem e grillini lavoreranno da stamattina. Al momento anche la possibile coalizione di centrodestra appare divisa. Sia Fratelli d’Italia che Forza Italia, infatti, hanno indicato due possibilità: o la nascita di un governo di centrodestra o il ritorno alle urne (Il Giornale).

Per l’agenzia di rating Moody’s, che ieri ha tagliato le stime di crescita per l’Italia nel 2019 e nel 2020, le elezioni anticipate sono lo scenario più probabile (Yahoo Finance). 

com.unica, 23 agosto 2019

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