La direzione del Pd ha approvato la linea di Nicola Zingaretti a favore della disponibilità a verificare le condizioni di “un governo di svolta” con il Movimento 5 Stelle. Il nuovo esecutivo dovrà essere “di discontinuità” rispetto al passato. Il segretario dem ha fissato i cinque punti che dovranno costituire la base della trattativa: dall’appartenenza leale all’Unione europea al cambio nella gestione dei flussi migratori (Corriere).  “Molto vaghi, quindi c’è lo spazio per trattare”, replicano dal Movimento, che vorrebbe ancora Conte premier e offre in cambio il posto di commissario europeo a Paolo Gentiloni. Mattarella preme su Pd e 5Stelle, scrive La Stampa: “Entro lunedì un nome o si va a votare”. Intervistato dal Messaggero, Zingaretti esclude l’ipotesi di un contratto di governo con il M5S e chiarisce: “Nessun veto su Di Maio”. La deputata dem Maria Elena Boschi esclude di entrare in un possibile governo giallorosso, ma prevede che potrebbe durare fino al 2023. Lo stesso Zingaretti avrebbe avuto ieri (Repubblica) un colloquio telefonico con colui è il vero dominus del M5, Davide Casaleggio, a cui ha parlato del programma di pochi punti fondamentali. “Io rimango contrario ad accordicchi, a cose di corto respiro”. Casaleggio ha risposto chiedendo una sola garanzia: “Il nuovo esecutivo, se nasce, non deve umiliare Luigi Di Maio”. Come dire, l’ex vicepremier deve far parte di nuovo della squadra di ministri. 

Oggi alle undici i rappresentanti dei gruppi parlamentari del Pd saliranno al Quirinale per le consultazioni con il presidente della Repubblica. In giornata, Sergio Mattarella sentirà anche le delegazioni di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e M5S. “A Mattarella, chiederemo di andare a elezioni”, ha dichiarato Matteo Salvini (Skytg24).

Durante la prima giornata di consultazioni, Leu e i gruppi misti hanno chiesto la nascita di un esecutivo politico e di legislatura. “Serve un governo del fare e del disfare”, ha dichiarato Emma Bonino (Il Foglio), che non vede di buon occhio l’alleanza con i grillini. “Si sono spurgati dal verde leghista, ma rimane il loro colore giallo, il giallo di matrice antiparlamentare, il giallo che li ha portati a solidarizzare, in Francia, con i gilet. Purtroppo non sono nata ieri e non dimentico la natura del M5s e per questo non posso smettere di denunciarlo”. La ascolteranno? “Non lo so, ma questo non è buon motivo per non ricordarlo”.

“Abbiamo pronta una manovra economica fondata su taglio delle tasse, investimenti e opere pubbliche per 50 miliardi”, ha dichiarato Matteo Salvini dopo una riunione con i deputati della Lega (Italia Oggi). Il prossimo governo troverà un quadro economico meno drammatico di qualche mese fa, ma per l’Iva ora servono 15 miliardi, scrive Repubblica. Come evitarne l’aumento sarà il grande ostacolo alla trattativa fra Pd e Cinque Stelle, scrive La Stampa.

com.unica, 22 agosto 2019

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