Oggi alle 15 il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte terrà le sue comunicazioni in Senato in merito alla crisi di governo. Gli scenari successivi dipenderanno dalle parole del premier, che potrebbe rassegnare le dimissioni. Repubblica scrive che il premier pronuncerà un discorso di accusa contro Salvini e andrà a rimettere il mandato al Quirinale, senza il voto dell’Aula. Cosa farà Conte una volta uscito da Palazzo Chigi? Non si esclude che possa rientrarci, con la maggioranza Pd-5stelle. Per questo è molto importante ascoltare le sue parole, leggere tra le righe, vedere fino a dove si spingerà la condanna del vicepremier leghista e quali segnali verranno mandati alla temporanea opposizione. Improvvisamente nel Pd hanno capito che per avere un governo politico stabile, in grado di durare, non possono escludere a priori il Conte bis: unico collante possibile al momento. Garante di due contratti diversi: questo è un problema. 

Durante l’assemblea dei gruppi parlamentari del M5S, Luigi Di Maio ha chiuso a una possibile riconciliazione con Salvini, che definisce “disperato per aver combinato un disastro”, sostiene pienamente Conte e rimette l’ultima parola a Mattarella. L’ipotesi circolata di un possibile accordo tra 5Stelle, Renzi e Boschi “è una bufala”, scrivono i pentastellati (Corriere). Secondo Repubblica, il capo politico sarebbe pronto a chiamare Zingaretti: pensa a un esecutivo ponte che accompagni la trattativa con i dem. Nel M5S, però, ci sono divisioni e Di Maio non chiude la porta all’alleato. L’ipotesi è di offrire un asse con lui fuori dai ministeri, scrive il Corriere.

“Gli unici disperati sono i parlamentari (renziani su tutti) che non vogliono le elezioni” ha detto Salvini (Repubblica). E la Lega rilancia: “Taglio dei parlamentari? La Lega è pronta al voto, il Pd invece no” (Il Sole 24 Ore). Nel Carroccio c’è chi pensa a un nuovo governo gialloverde (con un altro premier), scrive il Corriere.

E il Pd? Il segretario dem Nicola Zingaretti attende le dichiarazioni di Conte e l’apertura della crisi, senza opporsi alla possibilità del voto: “Come abbiamo sempre detto: attendiamo le dichiarazioni di Conte e l’apertura della crisi. A quel punto alla Direzione del 21 riaffermeremo una posizione chiara: o nel corso delle consultazioni si verificano le condizioni per un governo forte e di rinnovamento anche nei contenuti o è meglio andare al voto”.

Sul fronte migranti il ministro dei trasporti Danilo Toninelli si è reso disponibile a portare in Spagna con la Guardia Costiera italiana “tutti i migranti che sono a bordo della Open Arms”. Per l’ong sarebbe più economico affittare un Boeing per trasferire in Spagna i migranti una volta sbarcati a Catania (Repubblica).

com.unica, 20 agosto 2019

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