Il Senato ha bocciato la richiesta della Lega di votare la sfiducia a Giuseppe Conte già oggi e ha deciso che il premier riferirà in Aula martedì 20 agosto. Il calendario è stato approvato con i voti di una maggioranza inedita: M5S, Pd, Leu e Autonomie. Mentre Forza Italia ha detto no alla proposta di lista unica della Lega. I capigruppo della Camera, invece, hanno stabilito che mercoledì 21 Conte riferirà in Aula e il 22 ci sarà l’esame della legge sul taglio dei parlamentari. Questi due passaggi però sono legati alle mosse del presidente del Consiglio che potrebbe dimettersi prima (Repubblica).

Matteo Salvini ha aperto al taglio dei parlamentari, caro al M5S, con una proposta a sorpresa: “Votiamolo la prossima settimana e poi subito al voto”. Luigi Di Maio, intervistato dal Fatto Quotidiano, commenta: “Questa è la mossa della disperazione, è in un cul-de-sac: decida se vuole la riforma o le elezioni”.

Dopo la votazione del Parlamento l’eventuale legge sul taglio dei deputati da 630 a 400 e dei senatori da 315 a 200 necessita l’iter delle riforme costituzionali con la possibilità che venga richiesto un referendum confermativo nei successivi tre mesi. Secondo Salvini la riforma entrerebbe in vigore nella legislatura successiva. Ma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, scrivono oggi i retroscena di Repubblica e La Stampa, ha forti dubbi sulla costituzionalità.

Matteo Renzi torna a chiedere un governo istituzionale in accordo con il M5S: “Un esecutivo no-tax: per evitare l’Iva al 25%”. E commentando il voto afferma: “La maggioranza c’è e non con Salvini” (HuffPost).

com.unica, 14 agosto 2019

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