A tre giorni dallo scoppio della crisi di governo le forze parlamentari sembrano rallentare sul voto immediato richiesto dalla Lega. Cresce così l’ipotesi di un governo di coalizione. Beppe Grillo rompe il silenzio e si esprime contro “i barbari” leghisti e le elezioni anticipate. Matteo Renzi, intervistato dal Corriere, è a favore di un governo istituzionale che approvi manovra e riduzione dei parlamentari, con voto nel 2020. Matteo Salvini, intervistato da Repubblica chiede: “Mattarella li fermi”, e si dice pronto a lasciare il ministero dell’Interno pur di andare al voto (La Stampa).

La proposta di Pietro Grasso alle opposizioni di non partecipare al voto sulla mozione di sfiducia al premier Conte al Senato apre nuovi scenari: a palazzo Madama il M5s ha 107 seggi, la Lega solo 58. In questo modo il premier rimarrebbe in sella (Corriere). La grillina Roberta Lombardi apre a un governo istituzionale (Repubblica).

Domani al Senato si riuniscono i capigruppo del Senato. È probabile che la mozione di sfiducia a Conte sia programmata tra il 19 e 21 agosto, scrive Repubblica.

Il Sole 24 Ore scrive che entro la fine dell’anno il governo deve emettere 125 miliardi di titoli di Stato. La crisi politica rischia di alzare i tassi di finanziamento e rendere problematico evitare l’aumento dell’Iva (Repubblica). La manovra 2020 vale almeno 30 miliardi di euro.

com.unica, 12 agosto 2019

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