Il premier Giuseppe Conte ha riferito in Senato che Gianluca Savoini era presente alla missione ufficiale a Mosca del 16 luglio 2018 a seguito del ministro Matteo Salvini, precisando che non ha mai rivestito alcun incarico formale per il governo. Dopo l’informativa del primo ministro, il Partito Democratico ha annunciato una mozione di sfiducia nei confronti di Salvini (La Stampa).

La situazione che si è creata alla Camera ieri era senz’altro inedita: perché ad ascoltare il premier non c’è il personaggio centrale della vicenda: il vicepremier e leader della Lega, Salvini, l’uomo che avrebbe dovuto sentire l’urgenza di prendere la parola in Parlamento invece di fare una dichiarazione via Facebook dal Viminale. Non solo: mentre l’avvocato Conte comincia a parlare, i senatori dei Cinque Stelle hanno lasciato l’aula e sono andati nelle tribune del pubblico (Repubblica). Lo hanno fatto contro la decisione di Palazzo Chigi di avviare a compimento i lavori della Tav Torino-Lione: scelta attesa, se non scontata. In una nota successiva hanno motivato la loro protesta sostenendo che il ministro dell’Interno sarebbe dovuto intervenire a Palazzo Madama (Corriere). In pratica hanno costretto il premier a rivolgersi a un emiciclo mezzo vuoto. 

Matteo Salvini non era in Aula durante l’informativa del premier, ma in una diretta su Facebook successiva ha detto che in Parlamento si è discusso di “aria fritta”, sottolineando che il governo può andare avanti solo con i sì ai provvedimenti, lasciando anche intendere che probabilmente Conte cerca una maggioranza alternativa con l’appoggio del Pd. Anche Matteo Renzi è intervenuto sui social attaccando Salvini (Repubblica). “Se lui avesse detto in aula di non aver preso rubli, ci avrei creduto – ha detto l’ex premier. “Fino a prova contraria. Però Salvini ha fatto di più: ha detto guai a chi accosta il mio nome o quello della Lega alla richiesta dei soldi ai russi. Io querelo tutti quelli che dicono che c’è scambio tra soldi russi e lega. Caro Salvini, gli avrei detto, deve querelare l’uomo che a nome della Lega ha chiesto i soldi ai russi, che lei ha portato a Mosca e alla cena a Villa Madama.”

Quanto al Tav il premier Conte ha anche spiegato che non può essere ridiscusso vista la volontà della Francia di proseguire nella realizzazione dell’opera: una rinuncia unilaterale non sarebbe stata sostenibile. Il fronte No Tav, dopo aver attaccato i 5 Stelle, ha detto che sabato terrà una manifestazione nel cantiere di Chiomonte (Open).

com.unica, 25 luglio 2019

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