Il Dipartimento di Giustizia Usa ha annunciato un’indagine antitrust nei confronti dei colossi tech. L’inchiesta nasce con l’obiettivo di accertare se le grandi compagnie digitali hanno agito per ridurre la concorrenza e segnala un cambio di atteggiamento rispetto al fatto che, anche se i servizi offerti sono in buona parte gratuiti come per Facebook e Google, l’attività inizia a essere considerata comunque soggetta alle norme antitrust (Nyt).

La Silicon Valley è finita nel vortice della politica, scrive oggi il Financial Times. Dopo il lancio di Libra, la moneta virtuale di Facebook, la Camera sta prendendo in considerazione un disegno di legge che impedirebbe alle aziende tecnologiche di entrare nel settore bancario. Una simile mossa potrebbe aprire la porta ad altre azioni che circoscrivono ciò che le aziende Big Tech sono autorizzate a fare: l’obiettivo dichiarato è quello di cercare di limitare il potere di diffusione della tecnologia nel mondo finanziario. Ma un’azione drastica di tipo legislativa sembra ancora molto lontana. Cercare di erigere barriere legislative che mirano a circoscrivere parti dell’economia o isolare determinati tipi di società sarebbe difficile. E come ha dimostrato il caso Microsoft quasi due decenni fa, anche un monopolista condannato può evitare la rottura.

Intanto a Federal Trade Commission dovrebbe annunciare oggi un accordo con  Facebook, che pagherà una sanzione di cinque miliardi di dollari per aver gestito male la sicurezza dei dati degli utenti (Washington Post). 

com.unica, 24 luglio 2019

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