L’ultimo Consiglio dei Ministri prima della tornata elettorale delle Europee si conclude con un nulla di fatto sui due decreti-bandiera voluti dai due partner di governo (Corriere). Giuseppe Conte e Matteo Salvini vanno allo scontro e, dopo un Cdm di circa tre ore, sia il decreto-sicurezza bis spinto dalla Lega sia quello a favore delle famiglie sponsorizzato dal M5S vengono solo parzialmente esaminati, in attesa di sciogliere nei prossimi giorni ulteriori nodi: su rilievi giuridici del Quirinale nel primo caso, sulle coperture nel secondo (La Stampa).

Dietro al rinvio dei due provvedimenti, al di là degli impedimenti tecnici, c’è il muro contro muro tra i due alleati, impegnati in una guerra elettorale reciproca. Dopo le accuse del sottosegretario Giorgetti, giudicate da Conte “gravissime”, ieri sera sarebbe stato lo stesso Salvini a scontrarsi col premier (Repubblica).

Il sottosegretario Giorgetti diserta il Cdm ma, parlando durante una cena a Milano, lancia un messaggio a premier e 5Stelle: “Il voto del 26 maggio sarà uno shock benefico per tutti. Dopo le Europee deve cambiare tutto” (Rep). La Stampa fa il bilancio dei dieci dossier bloccati dallo scontro di governo: da Alitalia ai vaccini.

Le uniche decisioni sbloccate dal Cdm sono state quelle sulle nuove nomine: Biagio Mazzotta è il nuovo Ragioniere generale dello stato, Pasquale Tridico presidente dell’Inps, Giuseppe Zafarana capo della Guardia di finanza (HuffPost).

Nelle piazze intanto sale la tensione. Scontri tra forze dell’ordine e collettivi di sinistra sono scoppiati ieri in piazza Maggiore a Bologna, dopo che i manifestanti hanno cercato di sfondare il cordone di polizia che proteggeva l’accesso al vicino comizio del leader di Forza Nuova Roberto Fiore (La Stampa).

Dopo lo sbarco dei 47 migranti di domenica sera, la Procura di Agrigento ha convalidato il sequestro della Sea Watch e ha iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina il comandante della nave, Arturo Centore (TgCom24). Dopo l’accatto di Salvini, le toghe si uniscono contro il vicepremier: “Basta intimidazioni”.

E il Pd? Nicola Zingaretti ha inaugurato la sezione del partito nel quartiere di Casal Bruciato, promettendo di fare del gesto l’inizio del ritorno nelle periferie (Repubblica). Ma in Umbria deve fare i conti con la figuraccia della presidente Catiuscia Marini, che ieri ha rassegnato nuovamente le dimissioni dopo averle negli scorsi giorni ritirate. Intervistato dal Corriere, dice: “Il governo politicamente non c’è più”, e annuncia: “Il Pd è cambiato, era il Vietnam”.

com.unica, 21 maggio 2019

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