A dieci giorni dalla chiusura della campagna elettorale per le Europee, continua il botta e risposta tra i due partiti di governo. Ieri Matteo Salvini è tornato ad alzare il tiro sull’Ue sostenendo che sforare il tetto del 3% sul rapporto deficit-Pil “non solo si può, ma si deve”. Mentre Luigi Di Maio che ha accusato l’alleato di dichiarazioni irresponsabili (Corriere). Ieri il differenziale Btp è schizzato in alto per poi chiudere a 280 (Il Sole 24 Ore).

“Io per 11 mesi ho mantenuto la parola con gli italiani e con i 5 Stelle. Inizio a notare troppi accoppiamenti fra Pd e 5S, troppa sintonia”, ha detto ieri a Verona il leader della Lega. E ha continuato: “No alla flat tax, no ad autonomia, no al nuovo decreto sicurezza. E magari riapriamo i porti. Mi spieghi qualcuno se vogliono andare d’accordo con il Partito democratico o con gli italiani e la Lega, rispettando il patto”. La risposta del leader grillino Luigi Di Maio arriva quasi immediata (Corriere), come in una ormai consueta partita di ping pong: “Sto ricevendo accuse di un’alleanza tra Movimento 5 Stelle e Pd. A me fa sorridere, sono stato quello che ha attaccato di più il Pd nelle ultime settimane e negli ultimi mesi. È un partito ancora più subdolo, perché ha cambiato volto ma fa pratiche peggiori del Pd precedente”.

A “Porta a Porta” il sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti ha ammesso che “se il livello di litigiosità resta questo dopo il 26 maggio è evidente che non si potrà andare avanti” (Repubblica). Ma Salvini al Corriere dice: “Non c’è alternativa a questa maggioranza”. Attaccando Salvini su rimpatri, autonomia regionale, evasione fiscale, Di Maio marca una diversità destinata a scavare un solco tra chi vota Cinque Stelle e chi vota Lega – fa notare Massimo Franco oggi sul Corriere. “È un’operazione a freddo – aggiunge – con la quale il Movimento si scava una nicchia simile a una trincea per difendersi dal protagonismo salviniano”.

com.unica, 15 maggio 2019

*Nella foto il murales di TvBoy con Salvini e Di Maio comparso a Milano

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