Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha svelato la sua posizione sul sottosegretario Armando Siri, indagato per corruzione. “Al prossimo Consiglio dei ministri, metterò all’ordine del giorno la proposta di revoca: deve dimettersi”, ha dichiarato il premier durante una conferenza stampa (Repubblica). “Invito la Lega a comprendere che questa soluzione non significa una condanna di un suo esponente. Non mi ergo a giudice, Siri è coinvolto in indagini preliminari. Evitiamo un processo mediatico sommario”, ha detto il presidente del Consiglio durante la conferenza stampa. Lo stesso Siri ha detto che rassegnerà le sue dimissioni se, entro 15 giorni, la sua posizione non sarà archiviata. “Si tratta di una vicenda locale che non ferma il governo”, ha spiegato Matteo Salvini, aggiungendo: “Lascio a Conte e Siri le loro scelte. A me va bene qualunque cosa, se me la spiegano” (Il Sole 24 Ore).

Luigi Di Maio ha ribadito ancora una volta la sua posizione sul caso Siri: “Sulla questione morale, il movimento non arretra”. Allo stesso tempo, il vicepremier ha chiuso all’ipotesi di ripristino delle province: “Chi le rivuole si cerchi un altro alleato” (La Stampa). “Le Province sono in una situazione ibrida. La verità è che si è fatto finta di eliminarle e non sono state eliminate, bisogna fare una scelta: ridare fiato o eliminarle del tutto”, ribatte la ministro della Pa Giulia Bongiorno, leghista.

Matteo Salvini ha incontrato a Budapest il premier Viktor Orbán. “Se prevale la sua visione, dopo l’europee potremmo allearci con il Ppe”, ha dichiarato il ministro dell’Interno. Ma la cancelliera tedesca Angela Merkel ha escluso l’ipotesi di cooperazione tra il Ppe e i partiti della destra populista (Corriere). 

com.unica, 3 maggio 2019

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