Dopo quasi 5 ore di discussione il consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto crescita. Il testo finale, si legge nel sito della Presidenza del Consiglio, è stato integrato con norme che prevedono l’estensione del regime della “decommercializzazione” agli enti associativi assistenziali, rimodulano gli obblighi informativi relativi alle erogazioni pubbliche, disciplinano la possibilità per l’Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro (ANPAL) di avvalersi dei servizi forniti da società in house, semplificano gli adempimenti per la gestione degli enti del terzo settore nonché i processi di programmazione, vigilanza e attuazione degli interventi finanziati dal Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC), definiscono le modalità di ingresso del Ministero dell’economia e delle finanze nel capitale sociale della newco “Nuova Alitalia”, disciplinano il termine per la rideterminazione dei vitalizi regionali, intervengono sulla gestione commissariale per il piano di rientro del debito pregresso del Comune di Roma, prevedono la cessazione della esimente penale per il complesso Ilva e determinano i requisiti per l’accesso al Fondo indennizzo risparmiatori.

Ma a tenere banco è, ancora una volta, lo scontro tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Al centro della polemica il cosiddetto “salva-Roma” che è stato approvato solo in parte e su cui il Parlamento potrà intervenire in sede di conversione del decreto (HuffPost). Matteo Salvini canta vittoria dopo il mini-stralcio sul “salva-Roma”: “Raggi si tiene i debiti”. Luigi Di Maio, che ha inizialmente disertato il consiglio dei ministri per poi presentarsi quando era già iniziato da più di un’ora, è costretto ad accettare il compromesso. La tensione resta comunque altissima al punto che il premier Giuseppe Conte, durante la riunione avrebbe attaccato Salvini: “Non siamo qui a fare i tuoi passacarte”.

Il “salva-Roma” non è l’unico terreno di scontro tra Lega e M5s. Sul blog delle Stelle i grillini hanno pubblicato quattro domande rivolte alla Lega per fare chiarezza sulle indagini che coinvolgono il sottosegretario Armando Siri e chiederne le dimissioni (Corriere).

Altra polemica è quella che riguarda il 25 aprile. “Chi cancella la Festa era con gli antiabortisti a Verona” scrive Di Maio, che domani parteciperà alle celebrazioni organizzate dalla Comunità ebraica di Roma. Matteo Salvini sarà invece a Corleone per inaugurare la nuova sede del Commissariato di Polizia (La Stampa).

I recenti fatti di cronaca che, a Torino e a Roma, hanno visto coinvolti degli immigrati, offrono a Di Maio l’occasione per polemizzare con l’alleato di governo: “Sui rimpatri non è stato fatto ancora nulla”. Il vicepremier grillino chiede a Conte di convocare un vertice sull’immigrazione. Salvini ribatte invitandolo a una riunione al Viminale (Adnkronos).

com.unica, 24 aprile 2019

Share This: