Il capo-negoziatore europeo per la Brexit Michel Barnier ha offerto al Regno Unito la possibilità di applicare la clausola del backstop soltanto all’Irlanda del Nord, in modo da non obbligare il resto del Paese a rimanere “intrappolato” nel perimetro doganale europeo (Politico). Il governo britannico avrebbe però rifiutato la proposta, accusando l’Ue di voler riproporre vecchie soluzioni già accantonate.

La prossima settimana si susseguiranno tre giornate decisive: il 12 marzo il Parlamento britannico dovrà votare sul nuovo accordo per la Brexit, il giorno successivo si pronuncerà sull’eventuale uscita con no-deal, mentre giovedì 14 deciderà se rinviare il divorzio oltre il 29 marzo (Il Sole 24 Ore). La premier Theresa May ha sottolineato che con il mancato voto all’intesa, il Regno Unito potrebbe non uscire mai più dall’Ue. Il conto alla rovescia lascia sempre meno respiro ai negoziati. Il futuro della Brexit, almeno sul breve periodo, dovrebbe essere deciso nella tre giorni di voti della Camera dei Comuni.

L’opzione del rinvio è sempre più verosimile, visto che tutto spinge nella direzione sia di un nuovo flop del patto di May sia del rifiuto di un divorzio senza alcuna tutela diplomatica. Ma la dilazione del processo innesca altre incognite, soprattutto sui tempi: quanto dovrebbe durare il «delay» rispetto al 29 marzo? May ha messo le mani avanti, annunciando nel suo ultimo intervento parlamentare che si sarebbe trattato di un «breve, limitato rinvio» dall’agenda originaria. Un rinvio sotto ai due mesi «non sarebbe un problema», come ha ammesso anche Guy Verhofstadt (l’europarlamentare che segue la Brexit per l’Eurocamera), visto che eviterebbe qualsiasi interferenza con le Europee di maggio (Il Sole 24 Ore). Il problema si creerebbe, semmai, dai tre mesi in su. Sia per il rischio di portare al voto il Regno Unito alle elezioni continentali, sia per le complicazioni che potrebbero trascinarsi nella prossima legislatura. Nei prossimi anni, ha sbottato Verhofstadt, «abbiamo altre questioni da affrontare». 

com.unica, 9 marzo 2019

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