Oggi, dalle 10 alle 19, gli attivisti del M5s potranno votare sulla traballante piattaforma Rousseau (gestita dalla Casaleggio & Associati) per stabilire la linea del Movimento sulla richiesta del Tribunale dei ministri di Catania di poter processare il ministro dell’Interno Matteo Salvini sul caso della nave Diciotti (Rainews). Tra i grillini c’è preoccupazione su un tema che può essere determinante per la tenuta del governo. Se dovesse passare l’autorizzazione a procedere nei confronti del vicepremier Matteo Salvini è molto probabile infatti che si possa arrivare a una crisi di governo. Si tratta inoltre di un caso senza precedenti perché mai in passato la magistratura aveva chiesto al Parlamento di autorizzare un processo per un ministro che aveva agito nell’esercizio delle sue funzioni.

Molti hanno giudicato ambigua la formulazione della domanda sul sito: se si vota sì, si ritiene che Salvini abbia agito nell’interesse del Paese e dunque si nega l’autorizzazione a procedere; se invece si vota no allora si accorda l’autorizzazione. Lo stesso Beppe Grillo ha twittato, sarcastico: “Siamo tra il comma 22 e la sindrome di Procuste!”, citando il famoso romanzo di Joseph Heller.

Sul blog delle Stelle la base critica i vertici del M5S (Huffington Post), mentre la senatrice grillina Elena Fattori, che con la collega Paola Nugnes si era già espressa contro il voto su Rousseau ha detto che “Salvini ha già vinto perché ha spaccato il Movimento” (Repubblica). Per il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio “negare l’autorizzazione sarebbe un suicidio”. Di Maio cerca il riscatto ma la leadership è in bilico (Corriere).

Sulla vicenda Salvini il Fatto Quotidiano ha chiesto il parere dei tre sindaci del M5S Virginia Raggi (Roma), Chiara Appendino (Torino) e Filippo Nogarin (Livorno). Per tutti e tre il vicepremier leghista deve andare a processo. Salvini assicura che in ogni caso il governo non cadrà e ironizza sul possibile esito della votazione su Rousseau: “Speriamo non finisca come a Sanremo”. Quindi, in un colloquio con Repubblica, aggiunge: “Non temo i tribunali del popolo e in ogni caso per me sarà un successo”.

Domani sul caso – che ora vede indagati anche l’altro vicepremier Luigi Di Maio, il premier Giuseppe Conte e il ministro Danilo Toninelli – si esprimerà invece la Giunta per le autorizzazioni del Senato. I membri del M5S sono 7 su 23, 5 quelli di Forza Italia e Fratelli d’Italia (che hanno già detto che voteranno contro la richiesta di autorizzazione a procedere), 4 i leghisti. La posizione dei grillina è quindi decisiva.

com.unica, 18 febbraio 2019

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