La Lega è primo partito con il 27,54% nelle elezioni regionali in Abruzzo vinte da Marco Marsilio. Il M5s crolla al 19,7%. Salvini, però, tranquillizza l’alleato: “Nessun rimpasto, il lavoro continua”. Anche Conte afferma: “Per il Governo non cambia niente”. Luigi Di Maio, intervistato dal Corriere, punta il dito sull’astensione per spiegare il risultato, ma tranquillizza sulla tenuta dell’esecutivo e annuncia che il M5S aprirà alle liste civiche. 

L’analisi costi-benefici sulla Tav è stata inviata ieri sera dal ministero delle Infrastrutture a Palazzo Chigi (Ansa). La relazione verrà pubblicata oggi sul sito del Mit, ma Il Fatto Quotidiano ne anticipa i contenuti: dall’analisi emergono costi altissimi e benefici quasi nulli. I 5 Stelle proveranno a ripartire dalla Tav per frenare il ribaltamento dei rapporti di forza all’interno del governo, scrive La Stampa.

Gli ortodossi del M5S hanno accusato Di Maio di avere preso una deriva verso destra (HuffPost). “Così non va bene – commenta un dirigente stellato – al di là delle locali dove andiamo sempre peggio non possiamo non nasconderci dietro un dito”. Qui la parte più interessante dell’analisi: “Era un voto amministrativo anche per la Lega, e loro hanno raddoppiato i consensi in una Regione dove storicamente non esistevano”. “Ora il momento di una seria analisi”, dice Sergio Battelli, presidente della commissione Affari europei di Montecitorio, mentre l’opposizione interna, da Paola Nugnes a Elena Fattori, alza la voce.

L’emorragia di voti dal Pd verso i 5 Stelle sarebbe davvero finita (Repubblica). Il Movimento, un tempo in grado di sottrarre voti a entrambi i poli tradizionali, ora perde consensi sia in direzione del centrodestra che del centrosinistra. La delusione di questi elettori, però, non è del tutto terminata: una parte minoritaria dei votanti dem a Pescara si rifugia nell’astensione (+13%). Potrebbe trattarsi di cittadini che non riescono a riconoscersi nella linea Pd o che, più semplicemente, trascurano il voto amministrativo rispetto a quello politico. Intanto Matteo Orfini, presidente del Pd, annuncia che sottoscriverà a nome del partito il manifesto “Siamo europei” di Carlo Calenda: “Iniziamo da qui per lanciare la sfida ai populisti” (Corriere).

com.unica, 12 febbraio 2019

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