Durante l’incontro con il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno, il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha ribadito la sua posizione sulla finanziaria: “Le preoccupazioni non sono fondate”, ha detto. E per evitare la procedura di infrazione sul debito “dovremmo fare una manovra di restrizione fiscale violentissima, sarebbe un suicidio” (Il Sole 24 Ore). “La manovra 2019 – ha evidenziato – è stata pensata “per uscire dalla trappola della bassa crescita”. “Le nostre preoccupazioni su un rallentamento sono confermate” e questo rende ancora “più necessario confermare l’effetto anticiclico della manovra”. “Ci rendiamo conto – ha detto ancora il ministro – che i problemi rilevati richiederebbero una manovra espansiva più incisiva ma è stato necessario trovare un corretto bilanciamento tra la stabilità finanziaria e sociale, entrambe necessarie”. Le misure contenute nella legge di bilancio, ha proseguito, “aiuteranno il Paese a crescere per assicurare un maggior benessere ai nostri concittadini”. Intervistato dal Corriere, il sottosegretario all’Economia Massimo Garavaglia dice che l’intenzione è trovare un’intesa con l’Europa, ma che in caso contrario una procedura di infrazione non sarebbe “la fine del mondo”. 

Ma pesa sempre il tema legato allo spread: l’aumento del differenziale tra Btp e Bund è costato ai contribuenti 1,5 miliardi di Euro in sei mesi, ha detto ieri il vice direttore generale di Bankitalia, Luigi Federico Signorini, in audizione nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato (Adnkronos). Ieri lo spread è risalito a 300 punti e Piazza Affari ha chiuso in forte calo: -0,88%, trascinata anche dall’andamento negativo dei titoli del comparto industriale e petrolifero. La peggiore d’Europa, nonostante la chiusura col segno negativo di quasi tutte le borse del continente (Affari Italiani). 

(com.unica, 10 novembre 2018)

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