Donald Trump ha ricevuto ieri il premier italiano Giuseppe Conte, alla sua prima visita alla Casa Bianca. Usando toni amichevoli, il presidente Usa si è detto “molto d’accordo” con la gestione dei confini e dei flussi migratori attuata da Roma, ha assicurato il sostegno americano nella Conferenza sulla Libia in programma in Italia e garantito disponibilità a una cabina di regia permanente per il Mediterraneo, anche in chiave di lotta al terrorismo (Ansa).  

Con questa cabina di regia – da attuarsi attraverso i reciproci ministeri degli Esteri e della Difesa – l’Italia assumerebbe un ruolo di punto di riferimento, in Europa, per la Libia e di interlocutore privilegiato con gli Usa. L’idea è che Italia e USA possano insieme farsi promotori e fautori della stabilizzazione del paese nord africano. Via libera sul tema degli scambi commerciali e dazi: l’obiettivo di Conte è anche avere da Trump garanzie che gli interessi delle aziende italiane non vengano toccati, con particolare riferimento ai prodotti dell’agroalimentare. Per questo l’Italia si dichiara soddisfatta dell’accordo raggiunto tra Trump e Junker e ne auspica una rapida attuazione. Anche su questo tema via libera di Trump.

In cambio gli Stati Uniti chiedono all’Italia di mantenere la presenza militare in Afghanistan e di portare avanti il progetto della Trans Adriatic Pipeline, il gasdotto che passa per la Puglia e contro il quale il governatore Emiliano aveva lanciato nei giorni scorsi un appello al governo. “Incontrerò i sindaci per trovare una soluzione”, è stata la promessa di Conte a Trump (La Stampa). “Ho espresso al presidente Trump mia soddisfazione per intesa Usa-Ue: è fondamentale per avere un rapporto commerciale più equo – ha detto il premier italiano dopo l’incontro. “Siamo d’accordo io e Trump sulla necessità di diversificare le fonti energetiche”, ha poi aggiunto. 

Sul tavolo del bilaterale c’era anche il nodo dei rapporti con Teheran, con Trump da sempre scettico sull’accordo per il nucleare e l’Europa – e quindi l’Italia – su posizioni meno radicali. Il presidente Usa si è detto disponibile a un incontro con il presidente iraniano Rouhani per discutere del futuro dei rapporti tra Usa e Iran dopo l’uscita del primo dall’accordo del 2015: un netto cambio di tono rispetto a quelli decisamente più aggressivi di pochi giorni prima, nota Reuters.

(com.unica, 31 luglio 2018)

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