Nella conferenza stampa successiva al vertice di Helsinki, il presidente Donald Trump ha detto di credere alle parole di Vladimir Putin sull’estraneità della Russia alle interferenze nella campagna elettorale americana, contraddicendo apertamente le conclusioni dell’intelligence Usa (Bbc). Parole criticate sia dai vertici della stessa intelligence sia da molti repubblicani, come il senatore John McCain e lo speaker della Camera Paul Ryan. “Il presidente Trump deve chiarire le sue dichiarazioni a Helsinki sul nostro sistema di intelligence e su Putin”, ha detto su Twitter Newt Gingrich, ex oratore repubblicano della Camera, già consigliere di Trump. “È l’errore più grave della sua presidenza e deve essere corretto immediatamente.” Ben Sasse, repubblicano del Nebraska non è stato da meno: “Gli Stati Uniti non sono da biasimare. L’America vuole un buon rapporto con il popolo russo, ma Vladimir Putin e i suoi teppisti sono responsabili dell’aggressione in stile sovietico. Quando il presidente gioca a questi giochi di equivalenza morale, dà a Putin una vittoria di propaganda di cui ha disperatamente bisogno”.

Il presidente americano non ha perso l’occasione per definire l’indagine sul Russiagate, condotta dal procuratore Robert Muller, “un disastro”. “L’inchiesta sul Russiagate – secondo Trump – ci ha tenuto separati, è una farsa. Ancora dobbiamo trovare le prove. È stata una campagna elettorale onesta. Ho battuto correttamente Hillary. Il Russiagate ha messo in difficoltà le relazioni delle due più importanti potenze nucleari”. Il presidente Putin ha invece aperto alla possibilità che lo stesso Muller assista all’interrogatorio da parte delle autorità russe dei 12 agenti di Mosca incriminati per hackeraggio (Bloomberg). 

Secondo gran parte degli osservatori l’incontro si è trasformato in una vera e propria resa americana di fronte a Putin. Lo stesso Donald Trump che aveva maltrattato gli alleati della Nato, che aveva consigliato alla britannica Theresa May di fare causa alla Ue, che aveva definito «nemica» l’Europa, ieri si è trasformato nell’arrendevole comprimario di un Vladimir Putin uscito vittorioso dal summit di Helsinki – scrive oggi Franco Venturini sul Corriere della Sera. C’è anche da chiedersi – lo fa notare la Cnn – se i russi non abbiano informazioni compromettenti su Trump, il che spiegherebbe l’atteggiamento del presidente americano. Una conferenza stampa surreale – l’ha definita il Politico: Trump ha mostrato deferenza a Putin rifiutando ripetutamente di criticare il presidente russo, sottolineando che la sua descrizione di lui come “concorrente” era intesa come un complimento. 

Il presidente americano ha anche aggiunto che i cattivi rapporti tra Stati Uniti e Russia sono stati dovuti ad atteggiamenti sbagliati da entrambe le parti (Reuters). Intanto un’attivista russa pro-armi e vicina alla Nra è stata arrestata con l’accusa di compiere attività di spionaggio negli Usa (Guardian).

(com.unica, 17 luglio 2018)

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