Luigi Di Maio ha annunciato che la maggioranza di governo voterà contro la ratifica del Ceta, l’accordo di libero scambio tra Unione europea e Canada: “Il Ceta dovrà arrivare in aula per la ratifica e questa maggioranza lo respingerà”, assicura il ministro e vicepremier. E sottolinea: “Se anche uno solo dei funzionari italiani che rappresentano l’Italia all’estero continuerà a difendere trattati scellerati come il Ceta, sarà rimosso” (La Stampa). “È il momento di rivendicare un po’ di sano sovranismo” ha aggiunto Di Maio, che però è stato smentito dal ministro dell’Economia Giovanni Tria: “Il libero commercio è sempre una buona cosa”, ha dichiarato (Reuters).  

In vigore dal 2017 in forma sperimentale, il Ceta ha favorito la crescita dell’export italiano verso il Canada e permesso la tutela di 41 prodotti del settore agroalimentare (Corriere). Secondo Coldiretti, invece, il trattato agevolerà l’arrivo di alimenti contraffatti e non in linea con le regole sanitarie. Secondo Coldiretti, la difesa dei nomi di origine non è blindata (prima però non esisteva) e i canadesi continueranno a vendere «parmesan»: l’accordo con Ottawa va fatto saltare in blocco, anche a costo di tornare alle condizioni peggiori di prima. “Si scrive Ceta, ma si legge Italia profonda – scrive Federico Fubini sul Corriere. Basta un pugno di voti, e la protesta di pochi organizzati può sempre umiliare l’interesse di tutti.”

Governo in difficoltà anche sul cosiddetto decreto dignità: secondo una relazione tecnica che accompagna l’articolato del nuovo provvedimento prevede per il solo effetto delle nuove norme la scomparsa di 8 mila posti di lavoro l’anno fino al 2028. Con la riduzione della loro durata massima, diminuisce anche l’indennità di disoccupazione.  Il decreto dignità è un autogol, commenta Dario Di Vico sul Corriere: “È il frutto dell’ideologia dell’economia punitiva che il neo-ministro Luigi Di Maio ha deciso di portare avanti. Per combattere le disuguaglianze la mossa più sicura è ammazzare i disuguali. Nel caso specifico poi l’ideologia — vecchia nemica del lavoro — è sorella dell’inesperienza perché volendo colpire modalità troppo lunghe di lavoro a termine si sarebbe dovuto prevedere uno scivolo per traghettare il lavoratore verso un posto fisso. Di Maio però non aveva le coperture per costruire quest’operazione”.

Il governo alle prese anche con la nomina del consiglio di amministrazione di Cassa Depositi e Prestiti: è stata rinviata a mercoledì prossimo a causa delle divisioni tra fondazioni, ministero dell’Economia, Lega e M5S sul nome del nuovo amministratore delegato (AGI).

(com.unica, 14 luglio 2018)

Share This: