Theresa May è riuscita a convincere il gabinetto di ministri a sostenere il suo piano per l’uscita dall’Ue creando un area di libero mercato per i ben industriali e agricoli con gli altri Paesi dell’Unione basato su regole comuni e un “territorio doganale congiunto” (The Indipendent). Dopo un incontro di 12 ore la premier britannica ha vinto la sua battaglia contro gli esponenti del governo che sostenevano un approccio duro. L’obiettivo ora è raggiungere un accordo con gli altri leader europei entro ottobre (Bbc).

Sette ministri pro-Brexit si erano riuniti prima riuniti al Foreign Office per mettere a punto la strategia per affossare il piano, ha scritto il Times. Avrebbero dovuto dire a May che i dettagli filtrati sui media “non sono accettabili” e avvertirla che rischia di far cadere il governo, secondo il Daily Telegraph, mentre vari deputati Tory sarebbero pronti ad avanzare una mozione di sfiducia a suo carico. Il punto è che il Parlamento, nel quale chi si è schierato contro la Brexit al referendum del 2016 è in maggioranza, è prossimo a una rivolta contro i ministri fautori della Brexit dura e pura. “Se non riescono a decidere, toccherà ai Comuni prendere il controllo” ha detto un deputato filo-europeo all’Afp.

Durante la sua visita di quattro giorni nel Regno Unito, la prossima settimana, Donald Trump eviterà di passare per Londra, dove erano previste numerose manifestazioni di protesta. Si fermerà nella capitale inglese solo la prima notte, per poi proseguire verso Oxfordshire e Buckinghamshire, incontrare la regina al castello di Windsor e proseguire infine verso la Scozia (The Guardian).

(com.unica, 7 luglio 2018)

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