Costruire hotspot al confine Sud della Libia, impedire che i barconi partano, contrastare l’operato delle navi delle Ong, “complici dei trafficanti”: sono le proposte anti-immigrazione lanciate ieri dal vicepremier Salvini in Libia dopo l’incontro con il ministro dell’Interno libico Abdulsalam Ashour. Tripoli, però, ha immediatamente fatto sapere di rifiutare la creazione di campi per migranti nel Paese (Repubblica).

A poche ore dal summit informale di domenica e in vista del Consiglio europeo di giovedì e venerdì, è emersa una nuova bozza di accordo tra i Paesi Ue. Ci sarebbe un’intesa per il finanziamento della seconda tranche da tre miliardi per i profughi in Turchia (ma fonti diplomatiche fanno sapere che l’Italia non ha ancora tolto la riserva) e per il Fondo fiduciario per l’Africa. Sul Regolamento di Dublino, invece, si prende tempo (Ansa). “Per smantellare il modello di business dei trafficanti, evitando tragiche perdite di vite, occorre eliminare l’incentivo ad imbarcarsi – si legge nella nuova versione della bozza di conclusioni del vertice Ue -. Questo richiede un nuovo approccio agli sbarchi di quanti sono soccorsi nei salvataggi. In questo quadro, il Consiglio europeo sostiene lo sviluppo del concetto di piattaforme di sbarco regionali, in stretta collaborazione con i Paesi terzi, così come Unhcr e Oim”. 

L’obiettivo del governo, scrive La Stampa, è creare un’area di influenza in Libia, contro la Francia di Macron. Al Sud, oltre i confini libici, come al Nord, Roma vuole esserci per riprendere quei programmi economici interrotti nel 2011 a causa di una guerra voluta dalla Francia, spiegano fonti del governo: sempre la Francia e «sempre per i loro interessi nazionali, non per il gran cuore di Macron». Pozzi petroliferi, affari miliardari per le imprese francesi, investimenti nelle infrastrutture, controllo politico. Salvini ieri l’ha detta così, durante una conferenza stampa dopo il suo viaggio lampo a Tripoli per incontrare il presidente del governo di accordo nazionale, Fayez Serraj, il suo omologo Abdulsalam Ashour e il vicepremier Ahmed Maitig.

La sfida di Salvini è anche verso i 5 stelle: il ministro dell’Interno ha detto che sosterrebbe il ministro delle Infrastrutture Toninelli se invitasse la Guardia Costiera a ignorare gli Sos delle navi di soccorso. La presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati, intervistata dal Corriere, chiede che “Nato e Onu non ci lascino soli”.

I 113 migranti a bordo dell’Alexander Maersk sono sbarcati a Pozzallo nella notte. Dopo quattro giorni di fermo in rada del cargo danese che giovedì ha soccorso un gommone in avaria, è arrivato il via libera del Viminale e del ministero delle Infrastrutture (Repubblica). La nave delle Ong Lifeline resta invece in alto mare al largo di Malta senza che all’orizzonte si intraveda una soluzione per i 234 migranti salvati davanti alla Libia giovedì scorso. La nave non andrà in Francia, come era stato chiesto dal Viminale, per le condizioni meteo avverse.

(com.unica, 26 giugno 2018)

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