Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Junker ha convocato a Bruxelles per domenica un summit informale su migrazione e asilo in vista del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno (Guardian). Italia, Francia, Belgio, Olanda, Grecia, Spagna, Malta, Germania, Bulgaria e Austria si confronteranno sulla bozza del nuovo accordo per la gestione dei profughi.

Che cosa prevede il piano:
 – Chiusura dei confini esterni dell’Ue, controllati da una Guardia costiera europea composta da diecimila uomini e una polizia di frontiera Ue.
– Creazione in Africa di campi gestiti da Iom e Unhcr dove smistare i migranti da rimpatriare e quelli da ricollocare in Europa, dove però l’adesione ad accoglierli dei singoli Paesi sarà su base volontaria per “accontentare” il riottoso quartetto di Visegrad.
– Sui movimenti secondari, Angela Merkel – per “sedare” le minacce del proprio ministro dell’Interno Horst Seehofer – chiede invece lo stop, con controlli in aeroporti e stazioni e accordi di rimpatrio immediato per chi supererà, o lo ha già fatto, i confini del Paese di arrivo.

Sono cinque i pilastri della proposta che il premier Giuseppe Conte avrebbe voluto discutere al vertice di domenica, scrive La Stampa. Centri di raccolta e di identificazione in Africa con un contributo europeo di quattro miliardi e ricollocamento per quote obbligatorie; finanziamenti alla Libia anche per rinforzare la Guardia costiera locale; rafforzamento del pattugliamento europeo in mare e il divieto di respingimenti interni verso i Paesi di primo approdo dei richiedenti asilo. Nel pomeriggio di ieri, al vertice di governo tra il premier, Matteo Salvini, Luigi Di Maio e i ministri degli Esteri Enzo Moavero e della Difesa Elisabetta Trenta la risposta alla proposta promossa da Juncker è stato un irritato no, con la minaccia formulata dal leader leghista di chiudere le frontiere di terra e di disertare l’incontro di domenica (Il Sole 24 Ore). In una telefonata con il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, Conte, che andrà a Bruxelles, ha anticipato di non essere disponibile a parlare di ricollocamenti se non viene affrontata subito l’emergenza prima accoglienza (Rainews).

Ieri la Tunisia ha detto no a centri di sbarco per migranti sul proprio territorio. Ostili al sistema delle quote europee per i rifugiati, Ungheria, Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca e Austria si riuniranno oggi a Budapest per discutere sul dossier migranti. Dal 1° luglio l’Austria guiderà per un semestre la presidenza europea e il cancelliere austriaco Sebastian Kurtz, vicino al quartetto di Visegrad, vorrebbe mettere il tema migranti al centro dell’agenda. Approvando la legge “Stop Soros” il governo ungherese ha modificato la costituzione rendendo illegale accogliere migranti economici (Bbc).

(com.unica, 21 giugno 2018)

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