Dopo il caso della nave Aquarius, il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha annunciato che non consentirà lo sbarco, in Italia, dei migranti che si trovano a bordo di due navi battenti bandiera olandese appartenenti alle Ong Lifeline e Seefuchs (Ansa). Una delle due organizzazioni ha replicato, via Twitter, definendo il leader leghista “fascista”.

Per il governo le Ong favoriscono il “business dei migranti” e anche il premier Giuseppe Conte sarebbe d’accordo con il Viminale sulla necessità di intervenire duramente per fermarle. In un colloquio con il Corriere, il ministro dell’Interno Matteo Salvini avverte: “Abbiamo finito di fare gli zerbini. Bloccheremo le navi con il riso asiatico”. Intervistato dal Corriere, il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi propone la creazione di centri di accoglienza in Africa, sotto la bandiera dell’Europa, da finanziare con una tassa sulle big tech.

Dopo una settimana di navigazione la nave Aquarius è arrivata nel porto di Valencia (Corriere). Nell’attesa che si definisca il loro status giuridico, la maggior parte dei migranti dell’Aquarius trascorreranno le loro giornate in abitazioni private, messe a disposizione dai cittadini di Valencia e dalla curia. Solo i minori non accompagnati, una settantina, verranno trasferiti insieme in un apposito centro ad Alicante. Nelle altre strutture, centri per rifugiati e per irregolari, non c’è spazio. E per rendere abitabili i molti edifici abbandonati che circondano Valencia serviva un tempo che non c’è stato. 

Tornano a far discutere le parole del procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro che, a margine di un incontro, ha attaccato le Ong indicandole come “parte di un sistema sbagliato”: “Così si affidano i migranti a un traffico che appartiene a soggetti criminali” (Adnkronos). Secondo il procuratore Zuccaro, è necessario che “venga interrotto questo tipo di canale di afflusso e che invece, nei Paesi che sono direttamente coinvolti dalle partenze di questi migranti, si aprano degli hotspot nei quali si possa effettivamente fare un primo esame delle richieste e poi dividere le varie quote secondo ovviamente le esigente e le disponibilità dei Paesi europei”. E ancora: “Se non combattiamo il traffico dei migranti – ha sottolineato – non riusciremo mai a debellare un fenomeno che sta avendo effetti devastanti di corruzione anche in Paesi ovviamente meno strutturati, parlo della Libia e non solo della Libia purtroppo”. Le parole del procuratore hanno scatenato molte reazione da parte di alcuni esponenti politici. Il presidente del Pd Matteo Orfini, in una nota, ha sottolineato che le parole del magistrato, “se sono state ben riportate, le trovo onestamente sconcertanti”. Secondo Giuseppe Civati e Andrea Maestri di Possibile, invece, queste tesi sulle Ong “sono sorprendenti e gravi, oltre che obiettivamente infondate”.

(com.unica, 17 giugno 2018)

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