Lo storico incontro tra il presidente americano Donald Trump e il dittatore nordcoreano Kim Jong-un a Singapore si è concluso con la firma di un documento in quattro punti: ristabilire le relazioni tra Washington e Pyongyang; creare un regime stabile e duraturo di pace nella regione; denuclearizzare la penisola; chiarire la sorte dei caduti e dispersi nella guerra degli anni Cinquanta (Cnbc).

Trump da parte sua avrebbe promesso di interrompere le esercitazioni militari in Corea del Sud (Guardian), mentre le sanzioni resteranno in vigore fino a quando non ci sarà la prova concreta della denuclearizzazione. Il leader di Pyongyang ha ottenuto due cose: la propria legittimazione politica, e lo stop ai “wargames”, come li ha chiamati il capo della Casa Bianca.

Trump e Kim si sono promessi di incontrarsi di nuovo, a Pyongyang o a Washington, e hanno detto di avere costruito un rapporto speciale. Durante la conferenza stampa Trump ha detto di fidarsi del dittatore nordcoreano.

Quali rischi? Il problema ora sarà riempire l’accordo di sostanza: i contenuti del patto sono molto vaghi, mancano dettagli e riferimenti precisi. Sulla carta non c’è nulla che il presidente Trump abbia estratto dal leader della Corea del Nord, che il padre e il nonno di Kim non avevano già promesso ai precedenti presidenti americani, scrive il Nyt. L’accordo tra i due è tutto sbilanciato (Il Foglio) e gli Usa non hanno nessuna garanzia che i piani vengano rispettati (Wp).

(com.unica, 13 giugno 2018)

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