Prima di partire per il G7 in Canada in cui sarebbe stato comunque in minoranza su molti dossier, Donald Trump ha chiesto di riammettere la Russia al vertice delle nazioni più avanzate (The New York Times). Mosca era stata esclusa nel 2014 in seguito all’annessione della Crimea. Il presidente francese Emmanuel Macron replica: “Gli europei sono contrari alla proposta” (Repubblica).

Il Cremlino ha detto di non essere più interessato al G7 (Bbc). Nel giorno in cui il vertice si riunisce, Vladimir Putin è a Pechino dove firma accordi commerciali e riceve la medaglia dell’amicizia da Xi Jinping, plastica dimostrazione della distanza tra Oriente e Occidente del mondo (Independent).

L’unica reazione positiva è stata quella del premier Giuseppe Conte, al debutto internazionale, che su Twitter ha scritto: “La Russia dovrebbe rientrare nel G8. È nell’interesse di tutti”. In seguito Conte si allinea alla posizione europea. Il premier ha avuto bilaterali sia con Trump, che con il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, e quello del Consiglio europeo, Donald Tusk, e ha espresso “la posizione moderata dell’Italia” sui dazi imposti dagli Stati Uniti (Ansa).

Il punto di maggiore divisione è la questione dei dazi, con Unione europea, Giappone e Canada coesi contro le politiche degli Stati Uniti. Angela Merkel ha lanciato l’idea di un meccanismo per risolvere le disparità commerciali, ma non ha trovato il consenso degli altri Paesi. “È altamente improbabile che ci sarà un comunicato finale”, rivela a Reuters un addetto ai lavori. Ma nella notte, dopo aver incontrato Trump, Macron apre lo spiraglio: “C’è la volontà di tutti di trovare un accordo”.

(com.unica, 9 giugno 2018)

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