Il  governo Conte ora a tutti gli effetti nella pienezza dei poteri, dopo aver ricevuto ieri sera la fiducia anche della Camera – con 350 sì, 236 no e 35 astenuti (Ansa). Parlando a Montecitorio Conte è tornato a difendere i punti-chiave del contratto, a partire da reddito di cittadinanza, flat tax e linea dura con l’Ue, ma ha precisato: il governo si è appena insediato, non chiedeteci ora troppi dettagli (Affaritaliani).

Conte ha anche pre-annunciato alcune misure aggiuntive rispetto a quelle già esposte in Senato: tra queste un vasto programma di investimenti pubblici infrastrutturali, una riforma della normativa sulle banche e la possibile revisione del ruolo dell’Anac. Il premier ha anche sottolineato però che il nuovo governo “non arriva per stravolgere” quanto fatto da quelli precedenti (Il Fatto Quotidiano).

Intervistato da Repubblica il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli annuncia che su Alitalia interverrà lo Stato, anche attraverso la nomina di nuovi commissari. Parlando con La Stampa il neoministro avanza dubbi sul progetto Tav: “Penserò all’ambiente non solo ai soldi”. Il Fatto Quotidiano intervista invece il Guardasigilli, Alfonso Bonafede: “Cancello subito la svuota-carceri. E basta bavagli”. Il capogruppo Pd Delrio ha accusato Conte di dare lezioni al Parlamento su temi che non conosce e messo in guardia contro il rischio di diventare un “pupazzo” dei partiti di governo, mentre FI con Gelmini ha puntato il dito contro le “promesse costose senza coperture”. Fratelli d’Italia, come già fatto al Senato, ha scelto l’astensione (Repubblica). Il Foglio sottolinea come la gaffe del premier sulla Giustizia quando ha parlato di “presunzione di colpevolezza” sia rivelatore di quella che è la cultura politica dei grillini, vista all’opera in anni di opposizione parlamentare e linciaggio pubblico, ora visibile anche sui banchi del governo. Si tratta chiaramente di un lapsus che però, per puro caso, mostra chiaramente che l’ispiratore del programma e della filosofia del diritto della nuova maggioranza è in realtà Piercamillo Davigo, colui che in un certo senso ha teorizzato la presunzione di colpevolezza: “Non esistono innocenti; esistono solo colpevoli non ancora scoperti”, è una delle sue massime più famose. 

(com.unica, 7 giugno 2018)

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