Il premier Conte si presenterà oggi alle 12 in Senato per esporre il programma di governo. Nel discorso verrà dato molto spazio alla collocazione dell’Italia nell’Unione europea e a misure centrali come flat tax e reddito di cittadinanza. Alle 13 il premier farà un intervento analogo alla Camera e successivamente tornerà a Palazzo Madama per la discussione generale, che si concluderà in serata con il voto di fiducia. Domani è previsto il voto alla Camera.

L’economista della Lega Alberto Bagnai ha detto che la flat tax partirà dal 2019 per le imprese e solo dal 2020 per le famiglie. Armando Siri, altra figura di riferimento per l’economia all’interno del partito, ha smentito questa versione sostenendo che la flat tax varrà per tutti già dal prossimo anno. La propaganda si scontra quindi con i numeri, sottolinea su La Stampa Alberto Mingardi. Il programma del centro-destra era elettoralmente efficace perché si concentrava sulle tasse pagate dalle persone, pare invece che il governo voglia cominciare riducendo l’imposta sul reddito d’impresa (che è già flat). Quanto al tema del  lavoro il ministro Luigi Di Maio ha incontrato ieri una delegazione di rider e fattorini, lanciando poi l’idea di un salario minimo garantito per questi lavoratori e annunciando un nuovo incontro per la prossima settimana.

La proposta gialloverde di mandare gli italiani in pensione prima di quanto previsto dalla legge Fornero, sommando età e contributi versati, trova il via libera di sindacati e sinistra. Contro, Pd e Fi. Intervistato dal Corriere, il nuovo ministro dell’Ambiente Sergio Costa rivela che porterà nella sua squadra chi lo aiutò nella Terra dei fuochi: “Voglio ridurre la produzione di rifiuti”. Sul tema dell’emigrazione ha fatto scalpore l’iniziativa del governo tunisino, che ieri ha convocato l’ambasciatore italiano dopo le frasi poco meditate del ministro dell’Interno Matteo Salvini sui migranti provenienti dal Paese. Salvini ha detto di essere pronto a incontrare il suo omologo tunisino la prossima settimana. La Tunisia al momento è l’unico Stato ad accettare 80 rimpatri a settimana, ricorda il Corriere.

Oggi a Lussemburgo si tiene il Consiglio dei ministri dell’Interno dell’Ue: Salvini non sarà presente, ma ha annunciato che l’Italia voterà contro la proposta della Bulgaria di revisione del Trattato di Dublino, un testo di compromesso che rinforza la responsabilità e riduce la solidarietà. Cos’è e perché non piace al governo (Il Sole 24 Ore). l ministro dell’Interno ha aggiunto che, se l’Ue non aiuterà l’Italia sulla questione migranti, è pronto a trovare altre soluzioni, sottolineando anche la volontà di lavorare insieme al premier ungherese Orban per cambiare l’Europa. “Da un lato al tavolo ci saranno Germania, Francia e i governi del Nord Europa. Dall’altro l’Italia, i Paesi del Sud e il quartetto di Visegrad”, scrive La Stampa.

(com.unica, 5 giugno 2018)

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