L’amministrazione Trump ha deciso di non prorogare l’esenzione dai dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio dall’Ue, dal Messico e dal Canada. Per questo motivo, Bruxelles si prepara a lanciare il piano di tariffe doganali nei confronti dei prodotti statunitensi (Bloomberg).

Quella di ieri è stata una giornata negativa per le borse europee. Francoforte chiude con il risultato peggiore (-1,4%), Milano a -0,6%, Madrid con  -1%. Allo stesso tempo, il timore di una guerra commerciale ha indebolito il peso messicano rispetto al dollaro e ha aumentato il valore delle azioni dei produttori statunitensi di acciaio e alluminio. C’è chi prepara via di fuga: il magnate russo dell’alluminio Oleg Deripaska sta cercando un accordo con il ministero del Tesoro Usa, per sfuggire alle sanzioni nei suoi confronti (Reuters).

La Fed intanto ha proposto di allentare la cosiddetta la legge, approvata dopo la crisi finanziaria del 2008-2009, che impedisce alle banche di fare investimenti speculativi con il proprio capitale. Secondo il Wall Street Journal l’amministrazione Trump sarebbe decisa a colpire l’Europa con l’aumento delle tariffe su acciaio e alluminio già da venerdì. Al forum Ocse di Parigi, il segretario al commercio Wilbur Ross ha rifiutato seccamente la richiesta dell’Europa di essere esentata dai dazi (Ft). Ross farà tappa sabato in Cina, che sta pensando di allinearsi con le altre nazioni colpite dai dazi. Anche il Canada è pronto a “rispondere appropriatamente” alle nuove misure. Un’analisi di Politico mette in luce la difficoltà degli organizzatori del G7 canadese dell’8 giugno per pianificare un’agenda comune di fronte alle posizioni di Trump in materia di clima e trattati internazionali.

(com.unica, 1 giugno 2018)

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