Il premier incaricato Giuseppe Conte ha incontrato tutti i partiti per le consultazioni. Questa mattina vedrà il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco. Sui futuri ministri, ha detto che “tutti saranno politici che condividono gli obiettivi del contratto”, e che presto elaborerà la proposta per Mattarella (Corriere). Conte ha anche annunciato che “i truffati dalle banche verranno risarciti”.

La squadra di governo dovrebbe essere quasi pronta, restano però incertezze su Esteri, Infrastrutture e Sviluppo-Lavoro (Huffington Post). Il leader della lega, Matteo Salvini, attacca l’Unione europea e insiste per Paolo Savona all’Economia: un profilo che però non sarebbe gradito al Quirinale per le sue posizioni critiche sull’euro (Il Sole 24 Ore). L’economista Paolo Savona, al centro delle polemiche per le sue posizioni fortemente critiche verso l’architettura dell’eurozona a trazione tedesca, ha chiarito di non essere disposto a rivedere le sue idee per una poltrona, come riporta oggi il Corriere. Salvini  ne ha fatto una bandiera, tanto che a Montecitorio più d’uno lo ha sentito minacciare il ritorno alle urne: «Se salta Savona, salta tutto». Sotto osservazione, secondo Repubblica, ci sarebbe anche Bonafede alla Giustizia.

Il premier incaricato intanto ha ribadito a tutti i partiti che la priorità del governo è il reddito di cittadinanza. Secondo il Sole 24 Ore tra i primi provvedimenti ci sarebbero un decreto taglia-leggi e un pacchetto antiburocrazia. In seguito il governo dovrebbe intervenire su pensioni, centri per l’impiego e, forse, immigrazione.

“Opposizione dura, sono loro la casta”, ha detto Matteo Renzi commentando nella sua e-news l’intesa Salvini-Di Maio (Huffington Post). “Il contratto di governo tra M5s e Lega contiene scelte preoccupanti, dalle infrastrutture alla giustizia”, ha scritto in una nota Silvio Berlusconi. In realtà secondo il Corriere Berlusconi teme che a pagare siano le sue aziende, con le sue televisioni minacciate da quel capoverso del «contratto» in cui è prevista una norma per il «divieto assoluto di pubblicità e sponsorizzazioni» da parte delle società di scommesse, che investono sui media poco meno di duecento milioni l’anno.

(com.unica, 25 maggio 2018)

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