I partner europei provano a resistere alla decisione americana e non stracceranno il trattato nucleare con l’Iran. Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha chiarito che l’Ue sarà unita contro Trump su questo fronte.

Nella notte l’Iran ha attaccato Israele dalle sue posizioni in Siria, lanciando una ventina di razzi sulle alture del Golan. L’esercito israeliano ha risposto attaccando alcune posizioni siriane (Reuters). Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha incontrato Vladimir Putin a Mosca, rivendicando “il dovere e il diritto” di difendersi dall’aggressione dell’Iran.

Mosca punta a organizzare un incontro tra Trump e Putin che, nei piani russi, dovrebbe limitare gli effetti della decisione americana. I ministri degli Esteri di Russia e Germania si incontreranno oggi a Mosca per discutere della questione.

La decisione della Casa Bianca ha fatto balzare i prezzi del petrolio, già alti negli ultimi giorni, a livelli mai raggiunti dal 2014. Dall’accordo del 2016 l’Iran ha raddoppiato la sua produzione e nell’ultimo mese ha fatto il record delle esportazioni. La probabile compressione dell’export iraniano di greggio fa intravedere un calo dell’offerta di petrolio sui mercati (Reuters).

Commesse a rischio. Vacillano grandi commesse con l’Iran, nate dopo l’accordo del 2016: Boeing e Airbus, ad esempio, rischiano di perdere contratti 39 miliardi di dollari (Wp). L’Italia rischia di perdere commesse per 30 miliardi di euro, titola il Sole 24 Ore.

(com.unica, 10 maggio 2018)

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