Il governo sostenuto da Lega e Movimento 5 Stelle sembra cosa fatta, dopo che Matteo Salvini e Luigi Di Maio hanno chiesto 24 ore di tempo al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per lavorare in extremis all’intesa politica. Le trattative sono proseguite fino alla svolta positiva con il via libera di Silvio Berlusconi: Forza Italia non voterà la fiducia, ma non metterà veti e non farà cadere la coalizione di centrodestra, in particolare a livello locale (Corriere). L’accordo potrebbe essere proposto al Colle oggi o domani.

Il premier non sarà né Di Maio né Salvini: i partiti studiano un nome terzo che verrà proposto al Quirinale. L’ipotesi più citata dai giornali è il leghista Giancarlo Giorgetti, ma si parla anche di Enrico Giovannini o Giulia Bongiorno. Di Maio dovrebbe essere ministro degli Esteri, Salvini agli Interni. Si ipotizza una staffetta per il premier.

Il patto sarà snello e includerà l’intervento sulla legge Fornero, una forma di reddito di cittadinanza e misure sull’immigrazione, mentre spariscono il conflitto di interessi e le norme anticorruzione, scrive Repubblica. L’audizione per il Documento economia e finanza ha ricordato le urgenze: il nuovo governo dovrà evitare l’aumento dell’Iva, anche perché la crescita dell’economia è stata rivista al ribasso (+1,4%) nel 2018 (La Stampa).

Il Pd, dopo aver garantito l’appoggio all’ipotetico governo del presidente, si ritrova all’opposizione. Cambiano così gli scenari in vista dell’assemblea del 19 maggio: si potrebbe non eleggere il segretario subito ma scegliere la strada del congresso (Repubblica).

(com.unica, 10 maggio 2018)

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