Verificata l’impossibilità di formare una maggioranza politica nel terzo e ultimo giro di consultazioni, il presidente della Repubblica si è rivolto ai partiti chiedendo loro di far nascere un governo “di servizio” (quirinale.it). Se i partiti non si assumeranno tale responsabilità, ha chiarito Sergio Mattarella, non resterà che indire nuove elezioni a settembre o già a luglio “con tutti i rischi del caso” (Repubblica). Un governo “neutrale, di servizio, di garanzia” ma nella pienezza dei poteri: sono questi i termini che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sceglie per descrivere la natura dell’Esecutivo a cui è pronto a dar vita nell’estremo tentativo di evitare nuove elezioni, che pure sembrano avvicinarsi a grandi passi (Ansa). 

Il no di M5S e Lega. Il Quirinale potrebbe conferire l’incarico a una personalità “neutrale” già nelle prossime ore. Ma l’esperimento sembra destinato al fallimento: sia il Movimento 5 Stelle che la Lega hanno già annunciato il loro no indicando luglio per il ritorno alle urne. Ad essere pronto a votare la fiducia al governo di transizione sembra essere soltanto il Pd: l’appoggio al capo dello Stato nel tentativo di dare intanto un Esecutivo nella pienezza dei propri poteri al Paese, dunque in grado di assolvere i compiti delicati anche a livello internazionale, viene infatti sostenuto un po’ da tutte le correnti, Renzi compreso. Più dubbi sulla posizione di Forza Italia che per ora mette in guardia contro i rischi di un inedito voto estivo. Luigi Di Maio ribadisce le posizioni del Movimento: sì al dialogo con Salvini, contemplando anche un passo indietro sulla leadership, no a Forza Italia; in alternativa, si voti a luglio, continuano a ribadire i 5S anche a sera, sancendo la chiusura a qualsiasi opzione di salvataggio della Legislatura. Stessa linea dal leader del Carroccio, che insiste nel sostenere un governo di centrodestra o il ritorno alle urne “il prima possibile”.

Nel frattempo arrivano segnali poco confortanti dall’economia. Secondo la nota mensile dell’Istat, nell’ultimo mese l’indice di fiducia delle imprese è peggiorato mentre esportazioni e produzione del manifatturiero hanno mostrato segni di flessione (Italia Oggi). Nel settore manifatturiero il peggioramento della fiducia è da attribuire quasi interamente alla componente degli ordini. A conferma del parziale rallentamento della produzione, nel primo trimestre il grado di utilizzo degli impianti ha segnato un lieve arretramento.

(com.unica, 8 maggio 2018)

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