Il presidente americano Trump annuncerà stasera alle 20, con tre giorni di anticipo rispetto a quanto previsto, la sua decisione sull’accordo sul nucleare iraniano (Cnn). Nonostante i tentativi in extremis degli alleati europei di fargli cambiare idea, compreso l’ultimo di Boris Johnson alla Fox, tutti i segnali, scrive il Washington Post, indicano che The Donald formalizzerà il recesso degli Usa dall’accordo.

Alla vigilia della decisione, Trump ha attaccato l’ex segretario di Stato John Kerry accusandolo di condurre trattative nell’ombra “al limite della legalità” per salvare l’accordo (Wall Street Journal). Secondo il Guardian lo staff di Trump si sarebbe in passato affidato a una società israeliana per raccogliere informazioni e gettare discredito su fautori di spicco dell’accordo.

Dopo le minacce all’America in caso di defezione, il presidente iraniano Rohani ha dichiarato che in ogni caso l’Iran non abbandonerà l’accordo, a patto che l’Ue garantisca a Teheran di trarne dei benefici (Rai News). I timori per la decisione di Trump hanno però contribuito a spingere il prezzo del petrolio sopra i 70$ per la prima volta da novembre 2014.  

Secondo i media israeliani l’Iran sarebbe pronto a rispondere all’attacco aereo del 9 aprile contro la base siriana T4 con lanci di missili sul nord di Israele (Haaretz).

(com.unica, 8 maggio 2018)

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