L’ex premier Matteo Renzi dice no alla possibilità di far nascere un governo con il Movimento 5 Stelle, ma non esclude di voler incontrare Luigi Di Maio per discutere sulle riforme. “Chi ha perso le elezioni non può andare al governo”, ha spiegato l’ex segretario Dem a “Che Tempo che fa” su Rai 1, intervistato da Fabio Fazio. Secondo Renzi è chiarissimo che Pd e M5s sono due forze alternative e che quindi tra di loro non possono nascere intese politiche per la formazione di un governo. L’unico accordo possibile non può che essere di tipo istituzionale, allargato a tutti i partiti, per provare a far nascere nuova elettorale e poi tornare al voto nel caso in cui le due forze maggiori (M5s e Lega) non fossero in grado di formare un governo: “Ho iniziato a fare politica contro il partito azienda di Berlusconi, non vorrei ritrovarmi alleato di un altro partito azienda di Casaleggio – ha sottolineato l’ex premier. “Sì al dialogo, sì alla diretta streaming. Ma non per un governo, bensì per riscrivere le regole insieme.”  Non si è fatta attendere la replica di Di Maio, molto sprezzante: “Il Pd ha detto no ai temi per i cittadini e la pagheranno. Se è questa la linea politica del partito, allora subito al voto” (Corriere della Sera).

Ieri è intervenuto anche il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, che in sintonia con Renzi ha affermato che serve un governo istituzionale aperto a tutti  ma senza esponenti dei partiti (Askanews). Anche il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, scrive la Stampa, sarebbe tentato dall’idea di un governo istituzionale con il Pd, ma per ora insiste sulla possibilità che nasca un esecutivo di minoranza, formato dal centrodestra e guidato da Matteo Salvini.

Ci sono poi le elezioni regionali del Friuli, il cui esito potrebbe condizionare le trattative in corso e questa mattina inizia lo scrutinio dei voti nelle elezioni regionali (qui lo spoglio in diretta). L’affluenza è stata del 49,6%. Il risultato quasi sicuramente influenzerà gli equilibri della coalizione di centrodestra (Il Fatto Quotidiano).

(com.unica, 30 aprile 2018)

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