Il Movimento 5 stelle ieri ha aperto ufficialmente la strada alla formazione di un governo con il Pd (HuffPost). Martina si è detto disponibile a dialogare con M5s sulla base dei 100 punti del suo programma di governo e su tre punti “già evidenziati durante le Consultazioni al Quirinale”. Serve – ha detto Martina – una “agenda europeista”, il “rinnovamento della democrazia superando il populismo”, politiche del lavoro “rispettando gli equilibri di finanza pubblica”. Il reggente Dem  ha ottenuto da Di Maio lo stop dei tentativi con la Lega. Ma dal Nazareno manca una posizione ufficiale: i Dem sono divisi tra governisti (Fassino, Franceschini, Cuperlo) e sostenitori del #senzadime, l’hashtag circolato ieri sui social per manifestare contrarietà alla trattativa (Repubblica). La Stampa oggi titola “Renzi blocca la trattativa Pd-M5S”: a decidere sui negoziati sarà comunque la direzione Pd. Proteste anche dalla base grillina sulla possibile alleanza con i Dem.

La reazione di Salvini al possibile patto M5S-Pd non si è fatta attendere: “Di Maio mi accusa di essere irrilevante? Forse voleva dire “coerente” e leale, visto che lavoro da 40 giorni per formare un governo fedele al voto degli italiani. Amoreggiare con Renzi e con il Pd pur di andare al potere mi sembra invece irrispettoso nei confronti degli italiani e dei propri elettori. Se vuole smettere di polemizzare aiutarmi a ricostruire questo Paese io come leader del centrodestra sono pronto”. 

Oggi il presidente della Camera Roberto Fico sarà con il Capo dello Stato a Roma per le celebrazioni del 25 aprile. Domani riferirà al Quirinale sui risultati della seconda esplorazione. Secondo il Corriere, i segnali di apertura M5s-Pd potrebbero indurre Mattarella a concedere più tempo. Secondo La Stampa, la carta di riserva del Colle è quella di un premier politico con ministri tecnici.

(com.unica, 25 aprile 2018)

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