Certificato il fallimento delle trattative tra M5s e centrodestra, il capo dello Stato ha affidato un secondo mandato esplorativo, questa volta al presidente della Camera Roberto Fico (M5s): entro giovedì dovrà riferire a Mattarella sulla possibilità di un’intesa di governo tra Cinque Stelle e Pd (La Stampa). Fico oggi incontrerà prima i Dem, poi i pentastellati. Mattarella ha ribadito che serve un accordo. Dopo resterebbe solo un “governo di garanzia” per evitare il ritorno alle urne.

Luigi Di Maio chiude definitivamente la porta alla Lega: “Salvini non vuole assumersi le sue responsabilità, buona fortuna”. Ma nel Pd la maggioranza renziana ribadisce la linea di totale indisponibilità. La Stampa scrive che Lotti sarebbe tentato dalla trattativa, mentre Boschi chiude. Più morbido il reggente Martina: “Ci confronteremo con Fico con spirito di leale collaborazione”. Franceschini dice a Repubblica: “Vediamo i programmi, non si può dire solo no”. Dalla lotta alla povertà alla politica estera è stato già fatto un elenco (molto generico) dei punti che sulla carta potrebbero mettere d’accordo M5s e Pd (HuffPost). Sull’esito finale sono scettici anche i cosiddetti “saggi” M5s, coordinati dal prof. Giacinto della Cananea: “Arduo fare un governo” (Repubblica). “Le divergenze riguardano temi e problemi tra quelli più rilevanti per l’azione dello Stato, all’interno e all’esterno, e sono quindi tali da rendere ardua la formazione di un governo coeso.”

A non digerire l’iniziativa del Colle è il segretario della Lega, che parla di “presa in giro” e minaccia: “Se saremo esclusi dal governo ci ritroveremo a fare una passeggiata a Roma…”. Intanto i risultati definitivi delle regionali in Molise hanno certificato il successo del centrodestra, che col 43,5% dei voti ha eletto nuovo governatore Donato Toma di Fi. In calo il M5s rispetto alle politiche.

(com.unica, 24 aprile 2018)

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