I leader di Lega e Movimento 5 Stelle sono saliti al Quirinale per riferire al Capo dello Stato sul dialogo in corso per formare un governo ma gli hanno chiesto più tempo per chiudere l’accordo: richiesta accolta da Mattarella (Repubblica).

Sia Di Maio che Salvini hanno negato che dietro l’inatteso rinvio vi sia uno stallo sul nome del Presidente del Consiglio, sottolineando che i giorni in più serviranno ad accorciare le distanze sui temi che ancora dividono Lega e M5S: immigrazione, giustizia, infrastrutture e rapporto con l’Europa sembrano i punti più critici ancora senza soluzione (HuffPost). Il leader leghista: “Altissimo rischio politico, bassa resa”. I quotidiani concordano nel commentare l’uscita di Salvini come una svolta: l’accordo con i Cinque Stelle non è più inevitabile e la Lega cerca una via d’uscita. Ci stiamo avvicinando a quel limite oltre il quale l’appuntamento con la storia rischia di trasformarsi in pasticcio e involontaria farsa scrive oggi il Corriere. “Salvini si sta rendendo conto he aveva ragione Berlusconi”, dice il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani intervistato dal quotidiano milanese.

Il lasso di tempo a disposizione potrebbe servire ad entrambi i partiti anche per consultare i propri militanti sull’accordo di governo: le votazioni potrebbero tenersi nel weekend, sul web per i grillini, ai gazebo per i leghisti (La Stampa). Ma sullo sfondo torna a sollevarsi il fantasma delle urne anticipate nel caso la trattativa dovesse saltare. Circolata e immediatamente smentita la voce che dava come possibile guida del governo l’economista Giulio Sapelli, resta in campo il nome del giurista Giuseppe Conte: secondo il Corriere i Cinque Stelle avrebbero fatto il suo nome a Sergio Mattarella.

(com.unica, 15 maggio 2018)

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