Oggi la presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati effettuerà un nuovo e ultimo giro di consultazioni per verificare se esiste la possibilità di formare un governo tra centrodestra e M5S (Repubblica). Nel caso, probabile, di un fallimento, lunedì l’incarico potrebbe essere affidato a Luigi Di Maio o, secondo Il Messaggero, al presidente della Camera Roberto Fico, con un mandato più ampio che coinvolga tutte le forze politiche. Secondo il Corriere i partiti si preparerebbero in realtà alla proposta di un governo del presidente. Si pensa così a un terzo nome, un’operazione complicata, anzi «la più difficile» secondo i dem tendenza Renzi. Di certo c’è che la strada per Salvini e Di Maio verso palazzo Chigi è diventata un vicolo cieco. E i leghisti hanno coniato un nomignolo al capo di M5S: «Mariano Rumor». Quello che nella Dc era l’«eterno incaricato».

Ieri il primo giro di colloqui si è concluso con un nulla di fatto. Il leader grillino Luigi Di Maio ha chiesto al segretario della Lega Matteo Salvini di decidere entro questa settimana se è disponibile a un governo con i Cinquestelle, senza Berlusconi, ma il segretario del Carroccio, che non ha partecipato alle consultazioni, ha accusato Di Maio di “usare Berlusconi per non fare il governo” (Corriere). Durante il colloquio con Casellati, scrive Repubblica, Di  Maio ha aperto alla possibilità che Forza Italia dia un appoggio esterno a un esecutivo Lega-M5S. Proposta che Berlusconi giudica “irricevibile”.

Ma ci sarebbe anche un’altra possibile via. L’HuffPost scrive che, se Casellati dovesse fallire, il Pd potrebbe dire sì a un governo con i pentastellati, ma non con Di Maio presidente del Consiglio.

(com.unica, 19 aprile 2018)

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