A due giorni dall’incursione militare a guida Usa sulla Siria, torna a riunirsi oggi il Consiglio di Sicurezza Onu: l’obiettivo dei Paesi occidentali, scrive il Guardian, è quello di far seguire alle armi la diplomazia ripulendo una volta per tutte la Siria dalle armi chimiche. In accordo con Washington e Londra, la Francia ha invitato la Russia a tornare al tavolo della trattative diplomatiche sulla Siria: l’apertura è stata fatta ufficialmente dal ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian in un’intervista al Journal du Dimanche.

Tra gli alleati occidentali e la Russia la tensione resta però altissima: Donald Trump è tornato a rivendicare la “precisione” dell’operazione di venerdì notte, definendola perfetta. Dopo il richiamo dell’ambasciatrice all’Onu Nikki Halley su nuovi possibili attacchi contro Assad, ad essere colpiti saranno fin d’ora i russi: oggi la Casa Bianca annuncerà nuove sanzioni contro le aziende del Paese che collaborano col regime di Damasco (Washington Post).

In una telefonata col leader iraniano Rohani, Vladimir Putin ha tuonato contro l’iniziativa anglo-franco-americana: “Se l’Occidente attacca ancora, sarà il caos globale”. Intervistato dal Corriere, il consigliere del Cremlino Lukyanov ha confermato che Putin non lascerà da solo Assad. Bashar al Assad ha ricominciato a bombardare i ribelli (Wsj) e, incontrando una delegazione di parlamentari russi, ha affermato che i raid occidentali hanno unito ancor di più la Siria sotto la sua leadership. Intanto a Damasco sono arrivati gli ispettori internazionali dell’Opac per verificare se a Douma siano stati utilizzati gas chimici (Al Jazeera).

Emmanuel Macron in un’intervista televisiva ha rivendicato il ruolo avuto nell’ideazione degli attacchi: “Sono stato io a convincere Trump a mantenere l’impegno americano sulla Siria”, ha detto (Bbc). Domani Macron parlerà a Strasburgo davanti alla plenaria del Parlamento Europeo. Anche Theresa May difenderà la collaborazione nell’operazione militare davanti alla Camera dei Comuni, dove parlerà oggi. Dall’opposizione, Corbyn ha definito gli attacchi “sbagliati e malriusciti” (Guardian). Il ministro degli Esteri Boris Johnson in un’intervista alla Bbc ha detto che la Gran Bretagna “deve prendere ogni precauzione possibile” contro un’eventuale ritorsione della Russia dopo i raid.

(com.unica, 16 aprile 2018)

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