La crisi siriana irrompe nelle trattative per il nuovo governo e alza la tensione. Domani il premier Gentiloni, che ha confermato la linea non interventista su Damasco, riferirà al Senato sulla strategia del governo. Ma il capo dello Stato vuole un nuovo esecutivo “nella pienezza dei poteri” e questa settimana proverà a sbloccare la situazione: entro mercoledì sceglierà a chi affidare un mandato esplorativo o un preincarico per la formazione del nuovo governo. Intervistato dalla Stampa, l’inviato speciale Usa in Ucraina Kurt Volker si rivolge al futuro governo: “Non togliete le sanzioni a Mosca”. E sulla Lega: “Sbaglia, le misure europee vanno casomai rafforzate”.

Come il gatto con il topo: nel weekend nessun passo in avanti nel dialogo tra Lega e M5S: ieri Salvini e Di Maio, entrambi al Vinitaly di Verona, non si sono incontrati e hanno continuato a punzecchiarsi (Repubblica). Per il Pd, cui M5S dice di continuare a rivolgersi, i due vincitori delle elezioni si stanno dimostrando incapaci (Tg1). Ma secondo un sondaggio Ixé i due partiti sarebbero schizzati ancora più in alto nel gradimento (HuffPost). Intervistato dal Corriere, Roberto Maroni, chiede che Di Maio proponga un’intesa in tre punti.

Intervistato da Repubblica il ministro uscente dello Sviluppo economico Carlo Calenda, da poco iscritto al Pd, esce dal silenzio e lancia la via dell’esecutivo di tutti: “Serve un governo di transizione con Pd, M5S e Lega”. 

(com.unica, 16 aprile 2018)

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