La Russia ha avviato esercitazioni militari al confine con le acque territoriali siriane in risposta alle minacce degli Stati Uniti di intervenire militarmente per colpire Damasco dopo il presunto attacco chimico contro i civili a Douma (Washington Post). 

Ieri il presidente americano, Donald Trump, ha twittato: “Preparati Russia, i nostri missili belli, nuovi e smart stanno arrivando. Non dovevi metterti con l’Animale che ammazza con il gas il suo popolo e ci si diverte pure” (Repubblica). Per il segretario di Stato Mike Pompeo “è finito il tempo della politica soft verso la Russia” (Guardian).

La Casa Bianca deve ancora definire gli aspetti pratici dell’intervento e ha una preoccupazione: l’attacco non deve essere né troppo blando né troppo forte, scrive il Foglio, dato che Washington non vuole scatenare una guerra contro Mosca in Medio Oriente. Anche il Regno Unito valuta tempi e modi di un intervento in Siria (Reuters), così come altri Paesi europei (Il Sole 24 Ore). Ricordando l’Olocausto, ieri il presidente israeliano Benjamin Netanyahu si è rivolto all’Iran chiedendo a Teheran di non mettere alla prova Israele (Haaretz).

Ci si chiede quale sarà in tale contesto il ruolo dell’Italia. Gli Usa stanno sondando la possibilità che il nostro Paese conceda l’utilizzo delle basi aeree di Aviano e Sigonella, racconta La Stampa. Per il sì, servirebbe un’autorizzazione del governo, ma trattandosi di un esecutivo dimissionario la parola spetterà al Parlamento. Secondo Repubblica, le cancellerie europee e Usa sono preoccupate dall’idea che un governo Lega-5Stelle possa schierarsi su posizioni pro-Putin.

(com.unica, 12 marzo 2018)

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