La settimana che inizia oggi e che vedrà nuovamente i partiti a colloquio con il presidente della Repubblica per formare il governo, non inizia sotto i migliori auspici. La linea ufficiale emersa dal vertice del centrodestra di ieri ad Arcore è di rivendicare la premiership: poco dopo però il leader della Lega Matteo Salvini ha fatto sapere di non essere disponibile all’incarico senza la certezza di una maggioranza. Parole in qualche modo contraddette dall’alleata di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, secondo cui invece “i numeri si cercano in Parlamento” (Repubblica). Dopo la conclusione del vertice ad Arcore, Matteo Salvini ha scritto su Facebook: “Si parte dal centrodestra ma continua il dialogo a partire dal Movimento 5 Stelle”. E più tardi aggiunto: “Sono fiducioso in un governo con i 5Stelle”. In serata Salvini ha corretto il tiro e spiegato che la vittoria elettorale appartiene a tutto il centrodestra e che se Di Maio andrà avanti nel suo aut aut – “o io o nessuno a Palazzo Chigi” – allora è meglio tornare a votare (Huffington Post). Un’ipotesi bocciata dal Presidente Mattarella, sottolinea Repubblica: l’obiettivo è un nuovo governo entro il consiglio Ue di giugno, un’altra campagna elettorale sarebbe uno shock per il Paese. Intervistato dal Corriere, Renato Brunetta ribadisce la linea dura: “Dirò sempre no ai Cinque Stelle”.

Di Maio, ieri in compagnia di Grillo e Casaleggio Junior nella villa a Settimo Vittone di quest’ultimo, in occasione dei due anni dalla scomparsa del padre Gianroberto, ha ribadito di non essere disposto ad accettare diktat da Berlusconi. Proprio a colui che controlla nell’ombra il M5S (anche se lui si definisce un semplice militante) il Foglio dedica una lunga inchiesta, definendolo “L’uomo più potente d’Italia”.

Quanto al Pd, in attesa dell’assemblea nazionale del 21 aprile che dovrebbe riconfermare la reggenza di Maurizio Martina fino al nuovo congresso, il senatore Matteo Richetti ha ribadito, intervistato a Mezz’ora In Più di Lucia Annunziata, che il suo partito intende stare all’opposizione ma che, allo stesso tempo, serve un atteggiamento costruttivo per favorire l’avvio della legislatura (Rainews). A Repubblica, Andrea Orlando ribadisca: “Guai ad avere paura di un confronto con il leader grillino, ma il Movimento prenda le distanze dalle posizioni del Carroccio”.

(com.unica, 9 aprile 2018)

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