L’amministrazione Trump ha approvato un piano di sanzioni contro 17 funzionari governativi russi, sette oligarchi e 12 compagnie di loro proprietà. In particolare, gli oligarchi colpiti sono tutti vicini a Vladimir Putin (New York Times). Otto delle 12 aziende interessate appartengono a Oleg Deripaska, magnate dell’alluminio e proprietario della Rusal, colosso globale del settore (Bloomberg).

Ma mentre il presidente cerca un dialogo con Putin, il resto dell’amministrazione spinge con una prova di forza (La Stampa).  Il procuratore speciale Robert Mueller indaga sui rapporti di alcuni oligarchi russi legati a Putin con la campagna presidenziale di Trump. Un provvedimento che conferma la differenza di approccio a Mosca tra gli apparati dello Stato, e il capo della Casa Bianca, che solo qualche giorno fa aveva invitato Putin a Washington. Le misure annunciate ieri dal ministero del Tesoro colpiscono 7 oligarchi, 17 alti funzionari del governo russo, e 12 compagnie. Secondo la Cnn, il presidente Donald Trump starebbe iniziando a prepararsi insieme ai suoi avvocati per un possibile interrogatorio con lo stesso Mueller.

Intanto il Regno Unito e gli Stati Uniti sarebbero in possesso di prove che certificherebbero la provenienza russa del gas nervino utilizzato per avvelenare l’ex spia Sergei Skripal e sua figlia (Guardian). Skripal intanto, non è più in condizioni critiche (Bbc).

Sul fronte mediorientale alcuni Contractor russi sono stati inviati in Siria con dei voli clandestini, scrive Reuters, che racconta di un “esercito privato” mandato ad aiutare i militari di Bashar al-Assad.

(com.unica, 7 aprile 2018)

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