I conti pubblici e la coerenza con l’idea di Unione europea sono i “vincoli” su cui il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, chiederà un impegno ai leader politici che salgono al Colle per le consultazioni, provando anche a farli dialogare (Il Foglio).

È possibile che la prima tornata di incontri non porti a un incarico di governo. L’assenza di un’intesa evoca perfino la possibilità di tornare al voto a giugno, come scrivono Repubblica e La Stampa. Dopo la prima giornata di incontri, oggi al Quirinale salgono i rappresentanti dei principali gruppi parlamentari. Il Movimento Cinque Stelle ha detto di voler rivolgersi a Lega e Pd, proponendo un contratto di governo alla tedesca “senza alcun inciucio”, e senza includere Forza Italia, per ora. Secondo alcuni osservatori Luigi Di Maio vorrebbe attendere l’esito delle regionali a fine aprile e poi preparare un patto con Matteo Salvini. Un’intesa M5s-Lega sta maturando su fisco, pensioni, reddito di cittadinanza, immigrati e sicurezza, scrive Claudio Cerasa (Il Foglio).

La Lega avverte pubblicamente i Cinque stelle: “Con il no a Berlusconi si torna al voto” (Corriere), anche se i contatti con il Movimento sono intensi. Forza Italia dice di non voler dialogare con forze che pongano veti (Adnkronos). Silvio Berlusconi sembra costretto ad aspettare le mosse di Salvini. Il Pd chiude all’ipotesi di un incontro con il M5S nonostante alcune voci favorevoli nel partito. Il segretario reggente Maurizio Martina ha convocato l’Assemblea per il 21 aprile e ha annunciato di correre per la segreteria (Ansa). Nel Pd continua un “surreale dibattito”, scrive Paolo Mieli (Corriere) con lo spettacolo di piccoli e grandi leader che si dividono tra chi spera di essere coinvolto in qualche combinazione governativa e chi non vuole neanche sentirne parlare.

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