A un mese dal voto, si apre la settimana delle consultazioni per la formazione di un nuovo governo. Domani Sergio Mattarella incontrerà i presidenti di Camera e Senato, il presidente emerito Giorgio Napolitano e i delegati dei partiti che hanno ottenuto meno voti, tra cui  “il gruppo per le autonomie”, Fratelli d’Italia e i gruppi misti. Giovedì è il turno di Partito democratico, Forza Italia, Lega e M5S (Repubblica). Colloqui brevi, al termine dei quali è scontato un altro giro, scrive l’Huffington Post. L’obiettivo di Mattarella è formare un governo entro giugno, scrive La Stampa.

Il Movimento Cinque Stelle insiste su un governo guidato da Di Maio, il Centrodestra spinge per Salvini. Le consultazioni partono tra i veti, di fatto “al buio”, senza una soluzione in vista, scrive Repubblica. Il leader 5Stelle insiste sulla premiership, però come il collega leghista non vuole bruciarsi al primo giro di consultazioni chiedendo l’incarico. Il problema, scrive Il Foglio, riguarda il Movimento Cinque Stelle e Forza Italia al governo insieme, ovvero Di Maio e Berlusconi. “Far partire la legislatura dipende solo da questo passaggio: Di Maio accetterà di avere come partner il Cavaliere?”. Intervistato da Repubblica, il presidente dell’Europarlamento e candidato premier di Forza Italia Antonio Tajani ribadisce: “Senza di noi il governo non si fa”.

(com.unica, 3 aprile 2018)

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