Superato lo scoglio delle presidenze di Camera e Senato, resta da fare l’esecutivo: le consultazioni al Quirinale partiranno subito dopo Pasqua, il 3 aprile. Ieri Matteo Salvini, anche per rassicurare la sua coalizione dopo i malumori degli ultimi giorni, ha avvertito che il premier dovrà essere indicato dal centrodestra, “che ha preso più voti”. Intervistato dal Messaggero, aggiunge: “La coalizione è compatta e l’obiettivo è unire di nuovo il Paese, a partire dal Sud”. Da parte sua, Luigi Di Maio ha ribadito che “la partita del governo è slegata dalle presidenze delle Camere” (Repubblica).

Mentre il leader del Carroccio incassa la benedizione di Beppe Grillo, che ha dichiarato: “Salvini è uno che mantiene le promesse, di lui ci si può fidare” (La Stampa), sul Corriere Silvio Berlusconi definisce un’assurdità l’ipotesi di un esecutivo Lega-M5S, garantendo che “la coalizione di centrodestra lavorerà unita per garantire un buon governo all’Italia”.

Al di là dei nomi, il punto è trovare un programma comune: il capogruppo leghista Giancarlo Giorgetti, intervistato su La7 da Giovanni Minoli, ha aperto al reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia grillino: “Se declinato in altro modo, è utile a incentivare la ricerca dal lavoro” (TgCom24). Secondo Repubblica, La Stampa e Libero, però, leghsti e grillini lavorano per limare le divergenze – specie su reddito di cittadinanza e flat tax – per limitare lo scontento della base e trovare un accordo politico.

Uno scoglio da superare per il prossimo governo sarà quello dei paletti imposti dall’Europa. La Commissione Ue si prepara infatti a lanciare l’allarme sulla spesa pensionistica in Italia, scrive Repubblica. A causa dell’andamento economico e demografico, il costo della previdenza salirebbe del 18,5% da qui al 2040, richiedendo nuovi interventi legislativi per evitare il tracollo dei conti.

(com.unica, 26 marzo 2018)

Share This: