Prosegue la sceneggiata propagandistica del governo “ombra” pentastellato, nel centro destra Salvini continua a sfidare Berlusconi.

I “padri nobili” del Partito democratico si schierano con Paolo Gentiloni: dopo Prodi, Napolitano e Veltroni, anche Enrico Letta si augura che il voto di domenica veda uscire rafforzato il premier uscente. Letta non è però l’unico big del Pd a muoversi pensando a un eventuale post-Renzi in caso di risultato deludente alle elezioni (Corriere). Tra i più attivi c’è anche Sergio Chiamparino, scrive il Foglio.

Nel caso in cui nessun partito e nessuna coalizione riesca ad ottenere la maggioranza dei voti Repubblica rivela il piano del Quirinale per sbloccare lo stallo post-elettorale: si partirà dalla maggioranza che elegge i presidenti delle Camere. Gentiloni, scrive La Stampa, rivela che “a Bruxelles non sono preoccupati dai conti, ma dal patto destra-populisti”.

Intanto il M5s, con un’abile strategia propagandistica, continua a tenere desta l’attenzione di quei media che considerano serio il loro fantagoverno. Ieri, ad annunciare i nomi di possibili ministri di un molto ipotetico esecutivo guidato da Luigi Di Maio, è stato designato quello dell’ex campione olimpico Domenico Fioravanti per il dicastero dello Sport (Repubblica). Oggi a Roma dovrebbero essere presentati tutti e 18. Ma fa già discutere il nome di Lorenzo Fioramonti scovato all’Università sudafricana di Pretoria e proposto come ministro dello Sviluppo economico: il professore, oltre alle discutibili posizioni sulla decrescita felice si sarebbe infatti apertamente schierato per il boicottaggio di Israele (Start Magazine).

Nel Centro destra Salvini continua a sfidare Berlusconi: “La Lega supererà Forza Italia e sarà la prima forza del centrodestra”, dice. L’ex Cavaliere conferma che il suo candidato premier è Antonio Tajani (La Stampa), mentre il leader di Liberi e uguali, Pietro Grasso, si dice disponibile a un governo di scopo con Pd e FI (Fatto). Intervistata dal Corriere, la presidente della Camera uscente e candidata LeU Laura Boldrini esclude larghe intese: “È più dignitosa l’opposizione: LeU non si dividerà”.

(com.unica, 1 marzo 2018)

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